lunedì 2 febbraio 2015

Lo strano caso del Signor B, l'uomo del presente nella Germania nazista.

Il caso del Signor B. è stato ripreso di recente in un articolo molto documentato di Craver, Graham e Rosenbaum, pubblicato lo scorso anno sulla rivista Cortex (1).


Una mattina di fine maggio del 1926 Franz Breundl (1902-1986) fu portato di corsa al vicino ospedale di Gelsenkirchen dopo che era stato trovato privo di sensi, a seguito dell'intossicazione da monossido di carbonio fuoriuscito da un altoforno. Rimase in ospedale per un paio di settimane e alla dimissione tornò subito al lavoro. Ma dopo un paio di giorni fu rimandato a casa perché non era più in grado di ricordare il più semplice comando.
Nei mesi e negli anni successivi fu visitato dai più importanti neurologi e psichiatri europei. Inizialmente, il Signor B si mostrò incapace di mantenere un'informazione per più di 3-5 secondi, disorientato, turbato e con lievi difficoltà della memoria retrograda che gli impedivano di ricordare gli eventi degli ultimi giorni prima dell'incidente.

Avvenne nel 1929 all'Istituto Psichiatrico di Würzburg l'incontro tra il Signor B e il dottor Gustav Störring, assieme al neuropsichiatra Ernst Grünthal, lo esaminò negli anni successivi.

Nel 1930 il Signor B. sposò Anni, dopo un fidanzamento di quasi 10 anni.
Nel 1935 Störring girò un documentario mentre esaminava il Signor B.
Si tratta di un film tanto affascinante quanto inquietante per la modalità incalzante e ripetitiva con la quale Störring conduce l'esame clinico.






In un articolo del 1936 scriveva:

Negli ultimi anni ho osservato un paziente che, ad oggi, non ha eguali nella scienza: un uomo che da un determinato giorno non è stato più in grado di mantenere alcuna esperienza per poco più di un secondo prima di dimenticare tutto. […] Abbiamo in questo caso senza precedenti un puro esperimento della natura.

Nel frattempo Würzburg stava diventando il centro della medicina nazista. C'erano un Istituto per la Genetica e la Ricerca Razziale e un Ospedale di Maternità dove, tra il 1939 e il 1941, furono eseguiti aborti e sterilizzazioni su pazienti psichiatrici e su adulti e bambini disabili. Werner Heyde, nominato professore di psichiatria e neurologia nel 1939 e nel 1940 direttore dell'ospedale psichiatrico, fu l'architetto del programma di eutanasia Aktion T4 rivolto a sterminare le persone ritenute affette da patologie somatiche o psichiatriche.

Störring dopo quattro anni come assistente all'ospedale di Würzburg, si trasferì a Monaco, dove lavorò con Oswald Bumke e nel 1936 a Göttingen, dove rimase fino al 1949, con un'interruzione causata dallo scoppio della II Guerra Mondiale, durante la quale prestò servizio per cinque anni come ufficiale medico della Luftwaffe di Herman Göring.

Nell'articolo pubblicato su Cortex, Craver e colleghi (1) ipotizzano che il Signor B. non fosse stato inserito nel programma T4 probabilmente perché la sua patologia era stata causata da un incidente e perché non risiedeva in un istituto. Aggiungono che non ci sono prove sufficienti per affermare che fosse stato proprio Störring a salvare il Signor B dallo sterminio, attraverso le sue descrizioni scientifiche del caso che, con molta enfasi, ne sottolineavano le doti di buon tedesco, l'assenza di interesse per la politica e l'astinenza dal sesso.

Il caso del Signor B. fu per diversi anni al centro di un'accesa controversia tra i rappresentanti dei due opposti approcci allo studio e al trattamento delle malattie psichiatriche, quello neurobiologico e quello psicodinamico.

Nel 1930, Störring presentò il caso alla XXIV conferenza annuale dell'Associazione Psichiatrica Bavarese a Würzburg e le conclusioni sull'origine organica dei disturbi, non attribuibili a fenomeni isterici, furono condivise dai presenti:

Hugo Spatz (Direttore del Centro di Ricerca sul Cervello al Kaiser Wilhelm Institut),
Hugo Spatz, aderì al partito nazista e, essendone il superiore, fu complice di Julius Hallervorden nella conduzione di esperimenti sui cervelli di bambini e adolescenti selezionati per il programma T4.

Martin Reichardt (il primo a visitare il Signor B. dopo l'incidente e a studiarne il disturbo di memoria).
Martin Reichardt aderì al partito nazista ed ebbe come assistente Werner Heyde, l'ideatore del programma T4.


Oswald Bumke (successore di Kraepelin all'Università di Monaco).
Oswald Bumke aderì al partito nazista ma fu critico con i programmi di sterilizzazione. Rimase all'Università di Monaco, dalla quale fu sospeso nel 1946.


Le stesse conclusioni furono confermate qualche anno dopo da Karl Kleist, direttore della Clinica Neuropsichiatrica Universitaria di Francoforte sul Meno.
Karl Kleist, allievo di Carl Wernicke, non risparmiò critiche ai suoi colleghi che praticavano l'eutanasia, sebbene fosse membro del partito nazista e della locale corte per la salute ereditaria.


Nel 1949, lo psichiatra Heinrich Scheller visitò il Signor B. e l'anno dopo scrisse un articolo su Nervenartz nel quale attribuiva il suo disturbo di memoria a origine psicogena, non organica. Nella sua descrizione, si trattava di un caso unico, nessun altro caso di intossicazione da monossido di carbonio aveva presentato simili disturbi, inoltre, il Signor B. aveva sorriso alla presentazione di una foto di Adolf Hitler e aveva riconosciuto la svastica come simbolo di partito. Aggiungeva che l'esame neurologico non mostrava alterazioni, così come risultava privo di anomalie l'elettroencefalogramma registrato nel 1935 proprio da Hans Berger, l'inventore dell'EEG. Il Signor B., nell'interpretazione di Scheller, presentava una reazione ipocondriaca a un danno neurologico primario, che ne determinava l'amplificazione dei sintomi, facilitata dall'assistenza di una moglie dominante.

La risposta di Störring e Grünthal fu immediata: il Signor B, non aveva alcun motivo per simulare i disturbi di memoria, dal momento che era stato anche pienamente risarcito dai suoi datori di lavoro. Inoltre, Scheller non era stato in grado di identificare la possibile causa psichica.

Nel 1951, Hans Scheele riesaminò il Signor B., confermandone la “totale, isolata incapacità di registrazione” e affermando che chiunque ne avesse avuto esperienza diretta, non avrebbe avuto alcun dubbio sull'autenticità del caso neurologico.

Nel 1954, a seguito di una discussione avvenuta l'anno precedente con Störring e Grünthal alla conferenza della Società Psicologica di Berna, il neurologo Fritz Lotmar pubblicò un articolo nel quale sosteneva che il Signor B. stesse simulando i disturbi per ottenere un vantaggio economico e, dalla sola osservazione del documentario, ipotizzò un insieme di altri sintomi che deponevano per una diagnosi di pseudodemenza isterica.

Anche questa volta la risposta di Störring e Grünthal fu immediata ed espressa in tre punti: in primo luogo, Lotmar non aveva esaminato direttamente il caso, in secondo luogo il Signor B. era stato già risarcito economicamente molto prima di diventare noto alla comunità scientifica e, in terzo luogo, una diagnosi di amnesia isterica avrebbe implicato un disturbo di memoria retrograda e non di memoria anterograda, come nel caso del Signor B.

Nel 1956, dopo 30 anni di visite e con grande disappunto di Störring, la moglie del Signor B. dichiarò di non essere più disposta a far esaminare il marito dai medici.

Quello stesso anno Störring, chiese a due giovani collaboratori di trascorrere alcuni giorni di vacanza nei pressi della casa del Signor B. Völkel e Stolze lo osservarono per due settimane e poi si presentarono alla moglie per un ultimo colloquio. Nella loro descrizione ne osservarono il recupero: il Signor B. era in grado di comprendere frasi complesse, di partecipare alle conversazioni, di svolgere piccoli lavori. La sua memoria adesso poteva durare fino a 15 minuti e dimostrava anche di sapere del''esplosione della bomba atomica.
Quale fu l'interpretazione diagnostica di Völkel e Stolze?
Si trattava di una pseudodemenza di natura psicogena dovuta a un profondo senso di colpa per avere avuto rapporti sessuali prematrimoniali e per aver contratto una malattia venerea!
Il Signor B. aveva quindi trasferito la sua dipendenza da una madre iperprotettiva alla moglie, prolungandola attraverso una disabilità cognitiva.

Störring e Grünthal dovettero ancora una volta scrivere una pronta risposta nella quale ammisero che il deficit isolato di registrazione, caratterizzato da un solo secondo di consapevolezza, non era più presente e che il Signor B. aveva presentato un parziale recupero.

Non si era quindi in presenza di un caso eccezionale né di un peculiare disturbo di memoria ma più probabilmente dell'interazione - a partire da un danno cerebrale - tra deficit cognitivi e deficit funzionali, in grado di minare la dicotomia tra causa psicogena o organica.

Per concludere con Oliver Zangwill (1967): “La modalità dell'esordio e il meccanismo sottostante l'amnesia in un caso come quello di B. sono ancora completamente oscuri […] ed è improbabile che siano pienamente compresi in termini psicologici. […] il caso di B. non si adatta ad alcuno dei disturbi di memoria noti, siano essi dovuti a basi organiche o funzionali”.

Diversamente da altri casi neuropsicologici fondamentali per la storia delle neuroscienze, il cervello del Signor B. non è stato conservato e non è quindi stato possibile analizzarlo post-mortem, allo scopo di chiarire la sede e l'entità del danno strutturale causato dall'avvelenamento da monossido di carbonio.

Tuttavia, l'indagine trentennale - benché viziata dal potere di suggestione del clinico -, il documentario di Störring, la diatriba tra prospettive neurobiologiche e psicodinamiche, costituiscono le prime tappe nell'evoluzione degli studi neuropsicologici di casi singoli.
Sullo sfondo, inoltre, si snoda l'orrore della Germania nazista con alcuni dei suoi protagonisti che entrano sulla scena, sono intorno al Signor B. e lo osservano, sopraffatti dalle ombre dei loro stessi crimini o complicità.

Il Signor B. morì nel 1986.
Gustav Störring morì nel 2000.




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