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domenica 14 febbraio 2016

A che punto è la ricerca clinica sull'esoscheletro?


Cos'è un esoscheletro?
Un esoscheletro è una struttura esterna che ricopre parti del corpo umano e che ha articolazioni corrispondenti a quelle del corpo, per gli arti inferiori all'anca, al ginocchio e alla caviglia.
Si tratta di un robot indossabile formato da gambe meccaniche e da un alloggiamento contenente i motori, le batterie e il sistema computerizzato. Il movimento dell’esoscheletro è assicurato da sensori che possono essere manuali, biolettrici o una combinazione dei due e che trasmettono i segnali al computer. Una volta elaborati, tali segnali vengono inviati agli attuatori, ossia dei motori elettrici o idraulici che, attraverso l'energia delle batterie, attivano i movimenti dell'esoscheletro. Il controllo dell'equilibrio deve essere assicurato dall'esterno, con l'uso di stampelle o di un deambulatore.

Questa descrizione si riferisce ai modelli attivi, mentre ci sono anche esoscheletri passivi che non hanno motori e servono a sostenere i movimenti almeno in parte preservati.

Sono ancora dei prototipi gli esoscheletri basati sull'interfaccia cervello-computer (Brain-Computer Interface o BCI), nei quali i sensori sono elettrodi che registrano i segnali direttamente dal cervello e li inviano al sistema computerizzato per l'attivazione dei movimenti.

Gli esoscheletri sono usati in ambito militare, edile e clinico.

In ambito clinico gli esoscheletri sono applicati ai gravi disturbi della deambulazione derivanti da lesioni del sistema nervoso centrale: lesioni del midollo spinale, ictus, paralisi cerebrale, malattie infettive.
Il loro sviluppo intende essere un'alternativa alla mobilità assistita in sedia a rotelle.

Nel 2015 sono stati pubblicati almeno tre studi di revisione della letteratura scientifica sull'applicazione degli esoscheletri alle disabilità motorie.
Sono quelli che ho trovato con una ricerca semplice in PubMed.

Federici e collaboratori (2015), seguendo i criteri PRISMA per le revisioni e le meta-analisi, hanno incluso nel loro lavoro tutte le pubblicazioni in lingua inglese – articoli su riviste, articoli e atti di convegni – relative a programmi neuroriabilitativi per soggetti paraplegici basati su esoscheletri attivi. Hanno invece escluso gli studi condotti: con esoscheletri passivi, per la riabilitazione degli arti superiori, su soggetti sani.
Per la ricerca, gli autori hanno utilizzato le principali banche dati biomediche (PubMed, EBSCO, Web of Science, Scopus, ProQuest, and Google Scholar) e aggiunto altri articoli trovati nelle bibliografie delle pubblicazioni di riferimento.
Dopo una lunga procedura di selezione, 27 ricerche pubblicate tra il 2001 e il 2014 corrispondevano ai criteri stabiliti.
Il gruppo complessivo era formato da 138 pazienti. I modelli di esoscheletro utilizzati erano 14.
Solo poco più della metà delle pubblicazioni erano articoli scientifici. Di tutti gli studi, solo 2 avevano una condizione di controllo.
Nei diversi studi venivano usati indicatori clinici, come la forza muscolare isometrica, misure di efficacia standardizzate, neurofisiologiche e neuroradiologiche, dati osservazionali, ad es. la distanza percorsa in un dato intervallo di tempo.
Tre dei 14 esoscheletri sono risultati sicuri da usare in ambienti controllati e con la supervisione di professionisti esperti.
In nessuno studio l'uso dell'esoscheletro avveniva fuori dal laboratorio. Sorprendentemente, nei 27 studi non veniva valutato lo sforzo, che è un fattore importante per garantire l'utilità dell'esoscheletro, né variabili cognitive o psicologiche.
Globalmente, secondo la revisione di Federici e collaboratori e con tutti i limiti degli studi analizzati, gli esoscheletri apportano un modesto miglioramento della deambulazione, ma non risulta ancora accertato il vantaggio rispetto alla riabilitazione tradizionale.


Louie e collaboratori (2015) hanno analizzato gli studi in termini di effetti sulla velocità di deambulazione. Nella loro revisione hanno seuito i criteri PRISMA e consultato le principali banche dati biomediche (MEDLINE, EMBASE, Cochrane Central Register of Controlled Trials e CINAHL), per periodi diversi, compresi tra il 1946 e il 6 maggio 2015.
I criteri della ricerca erano i seguenti: studi pubblicati su riviste, che valutavano gli effetti sulla deambulazione della riabilitazione con esoscheletro, in soggetti con lesione spinale, di età superiore a 18 anni. Inoltre, per gli autori l'esoscheletro usato doveva essere un dispositivo di ortesi, che utilizzava una fonte di alimentazione esterna per spostare almeno due articolazioni su ciascuna gamba, portatile e utilizzabile indipendentemente da un tapis roulant.
Una volta selezionati gli articoli e i dati sul cammino, gli autori hanno calcolato i coefficienti di correlazione di Pearson tra le variabili anagrafiche e cliniche dei pazienti e le misure di equilibrio e di velocità della deambulazione.
Hanno individuato 15 studi rispondenti ai criteri (6 di questi presenti anche nella revisione di Federici e coll. 2015), tutti senza gruppo di controllo e solo in 14 di essi l'esoscheletro era usato per soggetti non deambulanti con lesioni spinali complete.
I pazienti risultavano complessivamente 92 (74 uomini) Gli esoscheletri usati erano quelli in commercio oppure sperimentali.
I dati sulla durata e sull'intensità del training erano molto eterogenei.
In 10 studi venivano riportati alcuni effetti collaterali (abrasioni cutanee, edemi).
I fattori correlati alla velocità del cammino nei pazienti non deambulanti erano i seguenti: età (maggiore l'età, maggiore la velocità), gravità della lesione (minore gravità, maggiore velocità) e numero di sessioni di training (maggiore durata, maggiore velocità).
La relazione inversa tra la gravità della lesioni e la velocità di deambulazione suggerisce che l'applicabilità degli esoscheletri è legata alla condizione clinica del paziente. I soggetti con lesioni meno gravi hanno una maggiore probabilità di poter acquisire una sufficiente velocità attraverso l'esoscheletro.
Attualmente tutti gli esoscheletri richiedono l'uso di stampelle per poter camminare, è quindi necessario che i pazienti abbiano un'adeguata funzionalità degli arti superiori per poter mantenere la stabilità posturale durante lo spostamento.
Dai risultati di Louie e collaboratori emerge che l'uso di un esoscheletro ha consentito a pazienti paraplegici di deambulare ad una velocità media di 0,26 m/s, nonostante la velocità massima degli esoscheletri commerciali sia di 0,55 m/s. La velocità di 0,26 m/s non è considerata sufficiente per la deambulazione nella vita quotidiana, in quanto è inferiore al limite stimato di 0,44 m/s se si pensa ad esempio che per attraversare un incrocio con semaforo bisogna muoversi a 0,49 m/s. Tuttavia, 0,26 m/s corrisponde alla velocità di deambulazione in ambienti interni dei pazienti con lesioni spinali incomplete.
In conclusione, per gli autori, l'esoscheletro è in grado di restituire la capacità di camminare a velocità modeste alle persone che hanno subito una lesione spinale completa. Tale velocità è correlata alla condizione clinica e alla durata del training.


Lajeunesse e collaboratori (2015), dopo aver definito cosa si intende per esoscheletro, suddividono in due tipi quelli utilizzati per soggetti con disturbi motori: 1) ausili alla deambuilazione 2) ausili per il trattamento riabilitativo. Questi ultimi richiedono sempre l'assistenza di un professionista specializzato per poterli indossare, azionare e usare nel training.
Lo scopo della revisione è di individuare le evidenze scientifiche sugli esoscheletri che possono essere utilizzati come ausili alla deambulazione da persone con paralisi agli arti inferiori, causate da lesioni spinali. In particolare, gli obiettivi sono: 1) evidenziare le caratteristiche tecniche e l'utilità nella vita quotidiana di cinque modelli di esoscheletro; 2) documentare gli effetti sulla funzionalità motoria; 3) descrivere i benefici secondari, come la soddisfazione, la sicurezza e l'applicabilità; 4) definire il livello di evidenza scientifica degli studi selezionati.
Per perseguire tali obiettivi gli autori hanno ricercato tutti gli articoli pubblicati tra gennaio 2004 e aprile 2014 utilizzando le banche dati PubMed, CINAHL e Embase con quattro parole chiave: esoscheletro, arti inferiori e paraplegia o lesione del midollo spinale.
La rigorosa procedura di selezione ha escluso gli esoscheletri ad uso militare, quelli usati solo a scopo riabilitativo, quelli solo con un'articolazione e quelli usati per altri tipi di ricerca clinica ed elettrofisiologica.
Alla fine sono stati individuati solo 7 articoli (di questi, 6 erano inclusi anche nelle due revisioni precedenti) dai quali sono stati estratti i dati sociodemografici, clinici e tecnici.
Gli articoli, pubblicati tra il 2011 e il 2013, comprendono tre diversi modelli di esoscheletro.
Lajeunesse e collaboratori, dopo aver descritto le caratteristiche dei tre modelli più altri due (non oggetto di analisi), hanno sottolineato l'eterogeneità dei soggetti nei diversi studi (per età, genere, variabili cliniche), la scarsa numerosità dei gruppi di soggetti (da 1 a 12 soggetti) e la diversa durata dei training.
Tutti e 7 gli studi mostrano dei benefici nella mobilità con l'uso dell'esoscheletro, riferendo il raggiungimento di una velocità variabile – ove riportata - tra 0.22 e 0.51 m/s, risultati modesti e comunque preliminari per giungere a considerazioni conclusive.
Rispetto ai benefici secondari, sono stati rilevati effetti positivi dell'uso dell'esoscheletro su variabili fisiologiche e cardiovascolari ma in un numero limitato di soggetti. Non sono stai riportati dati sufficienti sulla sicurezza e sulla soddisfazione, mentre l'applicabilità non è stata valutata perché tutti gli esoscheletri venivano usati in un contesto clinico o riabilitiativo e non a casa del soggetto.
Solo 2 degli studi selezionati sono stati considerati eccellenti per le evidenze scientifiche riportate. Pertanto, secondo gli autori, il livello di evidenza è insufficiente ad aiutare i professionisti nella scelta del modello di esoscheletro.
Per gli autori, rispetto agli obiettivi 1, 2 e 3, gli esoscheletri per gli arti inferiori non sono ancora efficaci e applicabili nella vita quotidiana come ausili che possono migliorare le abilità motorie. Inolte, i clinici devono essere al corrente del fatto che nessuno dei 5 esoscheletri descritti è perfetto.
Con l'esoscheletro i soggetti paraplegici possono camminare ma tale deambulazione assistita non migliora continuando il training. Inoltre, la massima velocità acquisita con un esoscheletro non è superiore alla velocità media raggiunta usando una sedia a rotelle (0.53 m/s), mentre la velocità di una persona senza difficoltà motorie e senza ausili è compresa tra 1.32 e 1.49 m/s. Altri studi sono necessari per aggiungere informazioni sui vantaggi della deambulazione con esoscheletro rispetto alla carrozzina, alla deambulazione normale e alla scelta tra i diversi modelli.
Gli autori, infine, informano che da giugno 2014 l'esoscheletro ReWalk è stato il primo ad essere approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per uso personale a casa e nella comunità. Questo ha segnato l'inizio di studi clinici [ad oggi sono 9] che possono essere consultati sul sito ClinicalTrials.gov e che sono sempre più focalizzati sulle simulazioni dell'uso al domicilio, nella vita quotidiana.

In sintesi:
  • esistono in commercio diversi modelli di esoscheletro da applicare agli arti inferiori
  • in ambito clinico si utilizzano esoscheletri motorizzati per permettere a soggetti paraplegici di deambulare
  • gli esoscheletri possono essere indossati solo da soggetti che rientrano nei limiti di altezza e peso definiti per ciascun modello
  • gli esoscheletri sono usati esclusivamente nei centri sperimentali o riabilitativi con l'assistenza di personale specializzato
  • il costo degli esoscheletri è molto elevato ed è a carico dell'utente se usato fuori dai centri specializzati
  • gli attuali modelli di esoscheletro attivo non dimostrano un vantaggio in termini di velocità di spostamento rispetto all'uso della sedia a rotelle
  • la ricerca scientifica è ancora limitata e poco accurata nell'analizzare gli aspetti tecnici, l'efficacia sulla mobilità e i benefici secondari degli esoscheletri
  • mancano del tutto studi sull'uso dell'esoscheletro a casa e in ambienti di vita quotidiana
  • sono in corso studi clinici che forniranno nuove informazioni sull'applicabilità degli esoscheletri motorizzati nella deambulazione assistita
  • la ricerca militare sull'uso di esoscheletri per potenziare gli spostamenti di soggetti deambulanti è altra cosa e ...molto avanzata


Post correlati:


Federici S, Meloni F, Bracalenti M, De Filippis ML. The effectiveness of powered, 
active lower limb exoskeletons in neurorehabilitation: A systematic review.   
NeuroRehabilitation. 2015 Nov 2;37(3):321-40.

Lajeunesse V, Vincent C, Routhier F, Careau E, Michaud F. Exoskeletons' design 
and usefulness evidence according to a systematic review of lower limb  exoskeletons 
used for functional mobility by people with spinal cord injury. Disabil  Rehabil Assist 
Technol. 2015 Sep 4:1-13.

Louie DR, Eng JJ, Lam T; Spinal Cord Injury Research Evidence (SCIRE)  Research 
Team. Gait speed using powered robotic exoskeletons after spinal cord  injury: 
a systematic review and correlational study. J Neuroeng Rehabil. 2015 Oct  14;12:82. 

domenica 1 giugno 2014

Research and advertising of a mind-controlled exoskeleton.


The kick-off the FIFA World Cup in Brazil, during the Opening Ceremony, on June 12, will be the most exciting moment for scientists working in developing a mind controlled exoskeleton, the robotic armor that supports from the outside the body... (you can read my previous post including a Twitter conversation with Professor Nicolelis; Italian version).

This month the Mayo Clinic Proceedings published a “concise review” of the state of the art in the Brain Machine Interface and limb reanimation technologies by Lobel D.A., Lee K.H., Brain Machine Interface and Limb Reanimation Technologies: Restoring Function After Spinal Cord Injury Through Development of a Bypass System.
“To date, signal processing algorithms have been designed for asynchronous BMI [Brain Machine Interface] control, however, no complete BMI systems have produced a sufficient online efficiency rate with a low enough false-positive rate to provide a reasonable clinical safety profile.”
Moreover, as explained by Lobel and Lee, current BMI systems are not able to capture activity in subcortical pathways. 
“Therefore, details regarding how the signals are delivered to motor neurons to effect simple limb movements, such as flexion and extension of specific muscles, as well as more complex movements such as gait, will have to be surmised from experimental ISMS [IntraSpinal MicroStimulation] studies”.
On June 12, a paraplegic person will kick the first ceremonial ball of the FIFA World Cup, wearing a mind controlled exoskeleton. This seemingly simple action requires the movement of a leg, the alternation of the two legs, the kick-off and the postural balance of the exoskeleton.
It will be hard to achieve. On one hand, the experimental research on mind controlled exoskeletons is at an early stage in humans and, on the other hand, it's more likely that restoring function after spinal cord injury will be based, in the future, on the integration of different technologies.

The aims of restoring neurological functions and helping individuals with paralized limbs, need to be accomplished by engineering new technologies that can be used safely, effectively and at any time, at home.

Lobel and Lee hypothesize that a major challenge in this direction is the development of a bypass system combining BMI and limb reanimation systems.
“Because both the BMI and ISMS systems are in relatively early stages of development, we are afforded an opportunity to tailor the design of combined bypass systems to include functions such as providing sensory feedback that will maximize the benefit for patients with SCI [Spinal Cord Injury]”.
Experimental studies need funding. Thus, an Opening Ceremony, celebrated worldwide, represents a unique advertising opportunity to show an ambitious research project, although in the very early stages of its evolution.

It will also be a great moment of awareness if and only if the message and the media coverage will be able – and deem convenient - to distinguish the aims of experimental research and its applications that are strictly limited to the laboratory, from the aims of clinical rehabilitation that provides behavioral treaments and technological systems proven effective for improving everyday functioning in the real life.


In summary, the idea is to give all of the information to help others to judge the value of your contribution; not just the information that leads to judgement in one particular direction or another.
The easiest way to explain this idea is to contrast it, for example, with advertising. Richard Feynman
 

sabato 31 maggio 2014

One giant leap for science, one small step for disability




When I posted on Twitter the Italian version of this post, Professor Miguel Nicolelis answered my tweets, and we started a brief conversation early in the morning (during my daily train journey to work ). You can read it below.


The kick-off the FIFA World Cup in Brazil, during the Opening Ceremony, on June 12, will be the most exciting moment for scientists working in developing a mind controlled exoskeleton, the robotic armor that supports from the outside the body.


A paraplegic person, who can't move both legs due to a spinal cord injury, will kick the first ceremonial ball, wearing a mind controlled exoskeleton which is guided through the electrical signals generated by neurons and picked up by surface electrodes placed in a special helmet. In these weeks the training is ongoing for three people (including two reserves) selected from among a dozen young candidates, not newly injured and having a weight not exceeding 70 kg.

The director of the show will be the neuroscientist Miguel Nicolelis of Brazilian origin, 53 years old, a professor at Duke University in Durham, North Carolina, in the United States and head of the pioneering research on brain machine interface and neuroprostheses at the NicolelisLab.

Nicolelis, known for his advanced studies on monkeys (video), said it will be like "putting a man on the moon."
For a critical analysis you can read the articles by Greg Miller on Wired.com, 2013 and 2014.

Exoskeleton research is amazing and there are also ongoing projects in Italy.

So far, in humans, experimental studies have shown that through these technologies – mind controlled - it is possible to move a cursor on a computer screen or to use a robotic sensitive hand.
Military organizations are now developing human
augmentation technologies, including real robotic armors controlled by joystick, force sensors, electromyographic signals,...

Nicolelis goes further and declares its intention to make wheelchairs obsolete.
At the present time this is an ambition, not a result, a provocative statement and not a rational hypothesis.
Exoskeletons are sophisticated machines that can operate for a limited time at high costs, of course not everyday, at home.

For the neuroscientist it's also an opportunity to come back to Brazil, that he left at 27 years old to move to the United States.
The Brazilian government has provided $20 million to build a research center and a robotic rehabilitation center in the hospital of San Paolo.

We don't know what will happen on June 12.
We don't know if the brain signals recorded from scalp electrodes will control the movement of a leg, the alternation of the two legs, the kick-off and the postural balance of the exoskeleton. And we will not be able to follow all the procedures through a video to be broadcasted worldwide.

It would be a galactic scientific result!
Not already the reaching of a clinical rehabilitation outcome: long-term effectiveness and costs need to be thoroughly checked and not soon.

We need to calm down our enthusiasm. Especially here, in Italy, because of our indomitable attraction to the adventurers. At least, keep a little bit of clarity to distinguish a scientific discovery from an effective prosthetic technology - which in any case cannot be proven by a demo!

Otherwise we would be complacent in giving disabled persons and their families false hopes.
And then a (hope) trip to Brazil will replace trips to Romania, where, a few years ago, a family has left – in a rehabilitation institute (not robotic) - all the money and all the hopes of seeing their son walk for the first time.

A great event is going to happen on June 12 and if the exoskeleton will move under mind control, it will be one great leap for science, one small step for disability.


A Twitter conversation with Professor Miguel Nicolelis.

May 22

@timetit: Nicolelis continues to show video of some steps w/ exoskeleton, we can only see legs, don't know how it's controlled nor paraplegia severity


@MiguelNicolelis: We show only legs to protect identify of our patients according to Brazilian law. Patient shown has a complete spinal cord lesion.
Video depicts patient using our brain interface to initiate locomotion.

@timetit: The News on Nicolelis concerns how much money is gathering, not Research Methods. Hopefully we will read an article in Nature...


@MiguelNicolelis: All our results will be published in peer review journals. Journalists are talking about cost. We are collecting data.
We cannot talk about findings before study is complete. we are just disclosing major achievements. That is how science works.

@timetit: Thanks. My concern re an excess of (worldwide) hope for a technology w/ no immediate clinical application in everyday life

@MiguelNicolelis: Every major therapy has to start like this.I do not see any reason for concern. We want to raise awareness and galvanize people around science and its humanitarian applications. The advances we witnessed during the past 18 months will reduce the time this technology will require to become available for patients. There is nothing wrong w/ that. Rather, it is a way to speed up the cycle
Besides, we did get 8 patients to experience what is to walk again. Their scores regarding the "sensation of walking" are very high

@timetit: I agree. But we need to be careful in distinguishing 1 hour of very important experience from permanent change in life.

@MiguelNicolelis: sure, but I will let the patients speak for themselves. Their opinion is the most relevant.
According to our patients, these few months of training changed their lives forever. Our clinical team says the same thing.
what I saw and heard these past 5 months changed me forever too. I doubt I will experience anything so powerful ever again.
when u hear their impressions u will understand what I mean. They all felt their legs were moving again thanks to the exo feedback.

@timetit: My work is in hospital w/ neurol pts -adult & children- so I know how great are these days. Hope for longlasting experience

@MiguelNicolelis: although I am a MD, PhD, I have been a basic scientist for 30 years. This project made me remember why I wanted to be a physician. and experiencing that feeling again after 40 years was simply exhilarating! Many great moments, well worth the effort!
and well worth the pain of having to deal with a couple of unprofessional journalists trying to set up false issues and polemics.
what you read at Wire is part of a campaign started by a group of scientists who left our Institute in BR and cannot get over it.

Wired article is based on personal attack by a disturbed man who has been discredited and exposed in Brazil. http://www.viomundo.com.br/denuncias/nicolelis-2.html

domenica 18 maggio 2014

Un grande balzo per la scienza, un piccolo passo per la disabilità







Il calcio d'inizio ai Mondiali del Brasile, il prossimo 12 giugno, darà una grande spettacolarizzazione alla ricerca scientifica sull'esoscheletro, la corazza robotica che sostiene il corpo dall'esterno.



Sarà, infatti, una persona paraplegica, che non può muovere le gambe per una lesione del midollo spinale, a colpire per prima il pallone.
Indosserà un esoscheletro guidato dalla mente, attraverso gli impulsi elettrici generati dai neuroni e captati dagli elettrodi di superficie posizionati in uno speciale casco. In queste settimane è in corso il training delle tre persone (comprese due riserve) selezionate tra una decina di giovani candidati, aventi un peso non superiore a 70 Kg e una lesione mediamente recente.


Il regista dello spettacolo sarà il neuroscienziato di origine brasiliana Miguel Nicolelis, 53 anni, professore alla Duke University a Durham, North Carolina, negli Stati Uniti e a capo delle pioneristiche ricerche sull'interfaccia cervello-macchina e sulle neuroprotesi nel NicolelisLab.


Per Nicolelis, che finora ha presentato i risultati dei suoi avanzati studi sulle scimmie (video), sarà come “mettere un uomo sulla luna”. 
Per un'analisi critica si possono leggere gli articoli di Greg Miller su Wired.com, 2013 e 2014.


La ricerca sull'esoscheletro è straordinaria e ci sono anche gruppi italiani che se ne occupano.

Finora, nell'uomo, gli studi sperimentali hanno dimostrato che con questa tecnologia - comandata dalla mente - è possibile muovere un cursore sul computer o azionare una mano robotica sensibile. 
Negli studi militari vengono sperimentate le capacità aumentative di vere e proprie corazze robotiche comandate da un computer, da sensori di forza e movimento o da segnali elettromiografici.


Ma Nicolelis si spinge oltre e dichiara l'intenzione di mettere da parte le carrozzine per disabili.

Per ora questa è un'ambizione e non un risultato, una provocazione e non un'ipotesi razionale.

Si tratta di macchine sofisticate che possono funzionare per tempi limitati e con costi altissimi, di certo non quotidianamente. 


Per il neuroscienziato è anche l'occasione per tornare in Brasile da dove era partito a 27 anni per trasferirsi negli Stati Uniti.

Il governo brasiliano ha finanziato con 20 milioni di dollari un progetto per creare nell'Ospedale di San Paolo un centro di ricerca e un centro di riabilitazione robotica, di cui l'evento ai mondiali rappresenta una demo.


Non sappiamo ancora come andrà il 12 giugno.

Non sappiamo se davvero i segnali cerebrali registrati dagli elettrodi controlleranno il movimento di una gamba, l'alternarsi delle due gambe, il momento del calcio e l'equilibrio dell'esoscheletro. E neppure sarà possibile seguire tutte le procedure attraverso il video in diretta mondiale.

Sarebbe un risultato scientifico stratosferico, spaziale! 
Non già un risultato clinico-riabilitativo perché l'efficacia dell'applicazione a lungo termine e i suoi costi dovranno essere approfonditamente verificati e non in tempi brevi.


Sarà quindi necessario tenere a bada gli entusiasmi. In particolare, qui da noi, col nostro indomito slancio verso gli avventurieri. Almeno conserviamo quel briciolo di lucidità sufficiente a distinguere un'eventuale scoperta scientifica dall'efficacia di una cura prostetica, che in ogni caso non sarà dimostrata con una demo!

Saremmo altrimenti complici nel creare false speranze alle persone disabili e alle loro famiglie.

Non ci dovranno essere viaggi in Brasile a sostituire i viaggi in Romania, come quello fatto qualche anno fa da una famiglia che ha lasciato in un sedicente istituto riabilitativo – non robotico - tutto il denaro e tutte le speranze di rivedere il proprio bambino camminare.


Sarà una grande festa il 12 giugno e se l'esoscheletro si muoverà azionato dalla mente, sarà un grande balzo per la scienza, un piccolo passo per la disabilità.