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domenica 25 giugno 2017

Sono solo Lezioni di musica



Nella puntata di stamani di Lezioni di musica su Radio 3, il pianista e musicologo Alfonso Alberti ha raccontato e suonato La Rousserolle effarvatte di Olivier Messiaen.

Si è trattato di un piccolo e delizioso viaggio che, partendo dalla critica musicale ha attraversato l'osservazione naturalistica, il ciclo circadiano, la sinestesia e la memoria come costruzione spazio-temporale.

Olivier Messiaen, nato ad Avignone il 10 dicembre del 1908 e morto a Clichy il 27 aprile del 1992, fu compositore, pianista, organista, ornitologo, professore e destinatario di numerosi riconoscimenti internazionali. Nel 1940, quando i tedeschi invasero la Francia, fu fatto prigioniero e internato in un campo di lavoro, dove riuscì a comporre il Quartetto per la fine del tempo.

Un'altra delle sue opere più celebri è il Catalogue d'Oiseaux (Catalogo degli uccelli), composta tra il 1956 e il 1958. La Lezione di musica di Alberti è proprio su un brano tratto da quell'opera: La Rousserolle.

Nel 1932 Messiaen sposò la violinista e compositrice Louise Justine Delbos, detta Claire, e dalla loro unione nacque Pascal, il 14 luglio del 1937.
Dal 1943 Louise Justine Delbos iniziò a soffrire di una probabile malattia neurologica (la diagnosi rimane misteriosa nei vari riferimenti biografici) e nel 1949 fu sottoposta a un intervento neurochirurgico. A seguito di quest'intervento presentò una grave amnesia e, richiedendo un'assistenza quotidiana, fu ricoverata in una clinica, dove morì nel 1959.

Nel 1961 Olivier Messiaen si risposò con una sua ex allieva, Yvonne Loriod, conosciuta e frequentata dal 1941. Continuò a insegnare, a comporre e a presentare le sue opere in Europa, negli Stati Uniti e nel 1962 arrivò in Giappone, dove compose Sette Haiku per piano e piccola orchestra.

La Cannaiola, Acrocephalus scirpaceus, Wikipedia

Alfonso Alberti racconta che La Rousserolle effarvatte (la Cannaiola) è il brano più lungo del Catalogue d'Oiseaux.
“Durante il brano cantano anche tutti i suoi colleghi, merlo, averla, fagiano, picchio, storno, …, il tarabuso e il forapaglie macchiettato.

Il Tarabuso, Botaurus stellaris,
foto di Marek Szczepanek, Wikimedia

In ogni canto degli uccelli c'è anche la ricostruzione del loro habitat naturale... sono straordinari questi pezzi...
Siamo in uno stagno, dove vive la rousserolle...
Messiaen ritrae anche il tempo che passa... per gli uccelli e per noi che li stiamo ad ascoltare...”

Ecco il podcast per continuare l'ascolto in 28 minuti: Lezioni di musica del 25/6/2017, Radio3




Come nella Rousserolle, gli spartiti di Olivier Messiaen contengono molti nomi di colori.


Riguardo alla sinestesia Messiaen raccontò*:
A 20 anni incontrai un pittore svizzero, diventato un caro amico, Charles Blanc-Gatti, che era sinestesico, aveva quel disturbo dei nervi ottici e uditivi per cui se si ascolta un suono si vede anche un colore corrispondente. Sfortunatamente non ce l'ho. Tuttavia, intellettualmente come i sinestesici anch'io vedo i colori – anche se solo nella mia mente – i colori corrispondenti ai suoni. Cerco di incorporare questo nel mio lavoro, per passarlo all'ascoltatore. È tutto in movimento. Senti il suono che si muove. I suoni sono alti, bassi, veloci, lenti, ecc. I miei colori fanno la stessa cosa, si muovono allo stesso modo. Come arcobaleni si spostano da un colore al successivo. È brevissimo e impossibile da fermare in alcun modo. È vero, vedo i colori, è vero che sono lì. Sono i colori di un musicista, non devono essere confusi con i colori di un pittore. Sono colori che vanno con la musica. Se provi a riprodurli sulla tela viene fuori qualcosa di orribile. Non sono fatti per quello, sono i colori dei musicisti. Quello che sto dicendo è strano ma è vero. Credo in una risonanza naturale, come credo in tutti i fenomeni naturali. La risonanza naturale è in perfetto accordo con il fenomeno dei colori complementari. Ho un tappeto rosso che guardo spesso. Nel punto in cui questo tappeto incontra il parquet più chiaro, io vedo a intermittenza meravigliosi verdi che un pittore non potrebbe mescolare – colori naturali creati nell'occhio”.

Messiaen pensava che questi fenomeni avvenissero nei suoi occhi , in realtà note e colori si mescolavano nella sua mente ma sulla sua diagnosi era stato accurato.


La sinestesia è una condizione neuropsicologica nella quale uno stimolo o un evento (ad esempio uditivo) viene simultaneamente percepito anche in un'altra modalità (ad esempio visiva). Le congiunzioni più frequenti sono tra lettere o numeri e colori.
La sinestesia viene diagnosticata solo se è involontaria, se la percezione aggiuntiva non è immaginata ma è proiettata all'esterno, se si verifica sistematicamente, se è ben ricordata e se induce emozioni generalmente positive.



* Tradotto da olivermessian.org 

"When I was 20 years old I met a Swiss painter who became a good friend by the name of Charles Blanc-Gatti, he was synaethesiac which is a disturbance of the optic and auditory nerves so when one hears sounds one also sees corresponding colours in the eye. I unfortunately didn't have this. But intellectually like synaethesiacs I too see colours- if only in my mind - colours corresponding to sound. I try to incorporate this in my work, to pass on to the listener. It's all very mobile. You've got to feel sound moving. Sounds are high, low, fast, slow etc. My colours do the same thing, they move in the same way. Like rainbows shifting from one hue to the next. It's very fleeting and impossible to fix in any absolute way. It's true I see colours, it's true they're there. They're musician’s colours, not to be confused with painter's colours. They're colours that go with music. If you tried to reproduce these colours on canvas it may produce something horrible. They're not made for that, they're musicians colours. What I'm saying is strange but it's true. I believe in natural resonance, as I believe in all natural phenomena. Natural resonance is in exact agreement with the phenomena of complimentary colours. I have a red carpet that I often look at. Where this carpet meets the lighter coloured parquet next to it, I intermittently see marvelous greens that a painter couldn't mix - natural colours created in the eye".





lunedì 26 ottobre 2015

L'effetto luna piena e la seconda traccia di Cut the World

È tutta colpa della Luna,
quando si avvicina troppo alla Terra
fa impazzire tutti.
Shakespeare, Otello
(Atto V, Scena II)


Ogni mese, circa ogni 30 giorni c'è luna piena. Questo mese ci sarà domani, martedì 27.

Adoro Anohni/Antony Hegarty, la sua voce, i suoi album, i video dei suoi concerti dal vivo e il suo impegno civile per la diversità, gli aborigeni, l'ambiente, il Future Feminism.

Ma non posso tacere il luogo comune nel monologo della seconda traccia dell'album Cut the World (2012, Antony and the Johnsons), nel quale l'artista transgender espone la sua visione di essere parte attiva del mondo e la speranza in un futuro sostenibile.
Inizia così:
I've been thinking all day about the moon. Like, is it an accident that women menstruate once a month and that the moon comes once a month? Are other animals synchronized in this way with the moon?

Penso tutto il giorno alla luna. Tipo, è un caso che le donne abbiano le mestruazioni una volta la mese? Ci sono altri animali che si sincronizzano in questo modo con la luna?
In realtà, anche le opossum hanno un ciclo di 28 giorni e, come per noi, non corrisponde perfettamente all'intervallo tra due lune piene.

C'è da dire che anche Charles Darwin riteneva che il ciclo fosse associato all'influenza delle fasi lunari sulle maree.

Tuttavia, un ulteriore studio definitivo del 2013 su 74 donne (Ilias e coll. 2013), rimaste sotto osservazione per un anno per un totale di 980 cicli, ha dimostrato che non esiste alcuna sincronia tra le fasi lunari e il ciclo mestruale.

Il monologo, registrato a Copenhagen nel 2011 con l'Orchestra Sinfonica Nazionale Danese continua:
You know, my brother works in mental health and he says that there's a lot more hospitalizations and periods of activity during the full moon. It's a known fact in mental health that people are more excitable around the full moon.”

Sapete, mio fratello, che lavora nella salute mentale, dice che vengono ricoverate molte più persone e che c'è più attività quando la luna è piena. È un fatto noto nella saluta mentale che le persone sono più agitate in vicinanza della luna piena.
Non è così.

Lilienfeld, Lynn, Ruscio e Beyerstein (2011) hanno inserito nella lista dei 50 grandi miti della psicologia quello secondo il quale “I ricoveri ospedalieri psichiatrici aumentano durante la luna piena” (aggiungono al Mito #42 anche i crimini).

Robert Carroll nel suo blog The Skeptic's Dictionary descrive le origini del luogo comune e aggiorna il post sui vari comportamenti associati agli effetti lunari ad ogni nuova pubblicazione scientifica.

Nel corso degli anni la luna piena è stata messa in relazione con gli incidenti stradali, i suicidi, le nascite, l'eccesso di alcol, i lupi mannari, le operazioni di acquisto o vendita in Borsa, le vincite al casinò, ecc.
Un elenco completo è stato stilato dagli psicologi Ivan W. Kelly e James Rotton, con l'astronomo Roger Culver (1985-1986) che, dall'analisi di numerosi studi sugli effetti comportamentali delle fasi lunari sonno arrivati alla conclusione dell'inesistenza di una correlazione significativa o almeno superiore al caso.

Nel 1997 anche il gruppo di Tansella a Verona (Amaddeo e coll., 1997), ha dimostrato che, confrontando i dati di 10 anni (Gennaio 1982-Dicembre 1991) relativi al numero di contatti dei residenti con i servizi psichiatrici territoriali e ai giorni delle diverse fasi lunari, non si riscontrava alcuna associazione tra le due variabili: il numero di richieste ai servizi non variava nei giorni corrispondenti o successivi alle quattro fasi lunari.

Perché, allora, questo luogo comune continua a sopravvivere?
Carroll aggiunge il rinforzo comunitario ai 4 fattori ipotizzati da Kelly e collaboratori nel perpetuare la correlazione: gli effetti dei media, il folklore e le tradizioni popolari, i fraintendimenti, le distorsioni cognitive.
And then, what about the fact that we're made of 70% water? And then the whole ocean reacts to the full moon, right? In a serious way. Everything's ticking around that moon and if we're 70% water I must be having some at least homeopathic relationship with the changing cycles of the moon.

Poi, consideriamo il fatto che siamo composti per il 70% d’acqua? E tutto l’oceano reagisce alla luna piena, vero? In modo considerevole. Tutto gravita intorno a quella luna e se siamo composti per il 70% d’acqua, è certo che ho una relazione almeno omeopatica con i cicli mutevoli della luna.
Il mito iniziò nell'antica Grecia con Aristotele e fu perpetuato da Plinio Il Vecchio nell'antica Roma: il cervello, l'organo con il più alto contenuto d'acqua, era considerato sensibile alle influenze della luna, proprio come le maree.
Successivamente si è consolidato con pericolose declinazioni nel Medioevo e ha continuato a propagarsi nelle epoche successive, fino ad arrivare a qualche psichiatra dei giorni nostri.
Pare che i corpi celesti possano influire anche sui demoni.
Infatti: I demoni travagliano certe persone in determinate fasi lunari, e per questo tali persone sono dette lunatiche, come consta anche dal Vangelo [Mt 4, 24; 17, 14]. Ma ciò non accadrebbe se essi non fossero sottoposti ai corpi celesti. Quindi i demoni subiscono l‘influsso dei corpi celesti.
Tommaso d’Aquino, Summa teologica

- Dentro... chiuditi dentro... bene... Non ti spaventare... Se batto, se scuoto la porta e la graffio e grido... non ti spaventare... non aprire... Niente... va'! va'!
- Ma che avete? - gli gridò Sidora, raccapricciata.
Batà mugolò di nuovo, si scrollò tutto per un possente sussulto convulsivo, che parve gli moltiplicasse le membra; poi, col guizzo d'un braccio indicò il cielo, e urlò:
- La luna!
Luigi Pirandello, Male di luna

L'effetto della luna o effetto Transilvania in realtà non esiste. Le forze gravitazionali della luna influenzano attraverso le maree gli oceani, i mari e i grandi laghi ma non l'acqua contenuta in strutture chiuse, come il cervello.
Eppure stupisce che, ancora in questi ultimi anni, l'81% degli operatori della salute mentale, il 69% degli infermieri di sala operatoria, il 45% di studenti credano all'effetto della luna, come riportato da Lilienfeld e coll. La leggenda ha però anche delle implicazioni politiche e di organizzazione del lavoro se si pensa che in alcuni ospedali si aumenta il personale nelle fasi di luna piena e che a Brighton, in Inghilterra, nel 2007, è stato deciso di dislocare più poliziotti di pattuglia durante la luna piena.

Il monologo di Anohni si fa poi provocatorio sul tema fondamentale:
But then I heard a far more interesting new rumor, which is that the Dalai Lama said the next time he incarnates it will be as a girl, which will be the first in the history of Buddhism. But I think that that is the most revolutionary thing he could possibly do and the most helpful spiritual gesture that he could make. And I'm very interested in the feminization of the deities. I'm very interested in Jesus as a girl. I'm extremely interested in Allah as a woman. And contrary to popular opinion, it's not bad to say that you can say it.
Ho sentito una notizia molto più interessante, secondo la quale il Dalai Lama avrebbe detto che la sua prossima reincarnazione sarà in una ragazza, la prima nella storia buddista. Ma penso che sia la cosa più rivoluzionaria che potrebbe fare, l’atto sprituale più utile. E mi interessa molto la feminilizzazione delle divinità. Mi interessa l’idea di Gesù come ragazza. Mi interessa il concetto di Allah come donna. E, contrariamente all’opinione comune, non è sbagliato dirlo, si può dirlo.
Delinea il vero e proprio manifesto del Future Feminism, un collettivo di artiste riunitesi a New York a settembre del 2014 per 13 giorni di esibizioni, seminari, incontri:
But nonetheless, Allah as a woman is a critical threshold and Buddha as a mother is another one because I truly believe that unless we move into feminine systems of governance we don't have a chance on this planet.
Però in ogni caso, il concetto di Allah come donna è un confine critico e il Buddha come madre è un altro, perché credo che se non ci spostiamo verso sistemi feminili di governo, non abbiamo nessuna speranza su questo pianeta.
E precisa, sospesa tra ironia, razionalità, paganesimo e folklore:
“But I'm a witch”.
Ma io sono una strega.
Questo spiega solo in parte il suo riferimento a leggende ormai smontate. Se è mai esistita un'associazione tra le fasi lunari e i comportamenti umani, di certo si è trattato di una correlazione e non di un rapporto di causa-effetto. La differenza è sostanziale. Ci si può divertire con improbabili correlazioni tra variabili oggettive consultando il sito Spurious Correlations.

Il brano, tuttavia, perpetua ancora il mito e lo fa attraverso tutti e 5 i fattori descritti da Carroll e da Kelly e collaboratori:
- partendo dalle credenze tratte dal folklore e dalle tradizioni popolari e pagane;
- assumendo erroneamente che dato l'effetto della luna sugli oceani non possiamo noi umani restare insensibili visto che siamo fatti per il 70% di acqua;
- mostrando una serie di distorsioni cognitive quali la percezione selettiva (tendenza a notare solo gli eventi che confermano la credenza), l'attenzione selettiva a correlazioni illusorie (tendenza a trovare delle spiegazioni a eventi casuali e a rafforzarle scegliendo solo i dati, le notizie, i libri, i programmi televisivi che li confermano) e il ricordo selettivo (tendenza a recuperare dalla memoria solo gli esempi a favore e non quelli contro la credenza);
- contribuendo all'effetto dei media, con il monologo (limitatamente alla sua introduzione), le sue rappresentazioni dal vivo e la diffusione sui mezzi di informazione e sui social media;
- promuovendo il rinforzo comunitario, dal momento che una credenza diventa più forte man mano che viene ripetuta all'interno di una comunità, indipendentemente dal fatto che sia stata del tutto smentita.


Da Cut the World vado ad ascoltare la traccia 6, Epilepsy is Dancing.


Kelly IW, Rotton J, Culver R. The Moon was Full and Nothing Happened: A Review of Studies on the Moon and Human Behavior and Human Belief. Skeptical Inquirer Winter 1985-86, 10/2.
Ilias I, Spanoudi F, Koukkou E, Adamopoulos DA, Nikopoulou SC. Do lunar phases influence menstruation? A year-long retrospective study. Endocr Regul. 2013;47(3):121-2.
Lilienfeld SO, Lynn SJ, Ruscio J, Beyerstein BL. I grandi miti della psicologia popolare. Raffaello Cortina Editore, 2011.
Amaddeo F, Bisoffi G, Micciolo R, Piccinelli M, Tansella M. Frequency of contact with community-based psychiatric services and the lunar cycle: a 10-year case-register study. Soc Psychiatry Psychiatr Epidemiol. 1997 Aug; 32(6):323-6.

martedì 21 luglio 2015

The neuropsychology in Epilepsy is Dancing

La neuropsicologia in Epilepsy is Dancing.



There is a song about epilepsy that you can listen among those randomly chosen from your playlists.
It is the second track of the album The Crying Light, released by Antony and the Johnsons in 2009. You need to listen to this song many times, even in the different live versions, for the infinite modulations of the unique voice of Antony Hegarty.
It's not the first time that pop music sings epilepsy: Sallie Baxendale in 2008 published a review of the representations of epilepsy in different genres, from hip-hop to rhythm and blues (1).
Many of the ancient associations of epilepsy with madness, horror, and lunacy can be found in these lyrics. However, the language of epilepsy has also been appropriated by some musical artists to represent a state of sexual ecstasy and dance euphoria.
Tuft and Nakken (2) in 2014, added other aspects expressed in many pop songs, and concerning social stigmatisation and artistic ecstasy.
In the future it will hopefully be impossible to portray people with epilepsy in the same negative light as previously. Epilepsy associations the world over are working to prevent the spread of prejudiced lyrics among people, but to the extent to which popular music reflects popular attitudes to epilepsy, it appears as though we still have a long way to go to de-mystify the disease and eliminate prejudices.
In Epilepsy is Dancing for the first time, the terms are not negative nor pessimistic. In addition, if in the official video a seizure turns into a paradisiacal dance, the lyrics refer to the different clinical manifestations of the different forms of seizures.
Beyond the relationship between epilepsy and evil spirits, and the fight against stigma, the song gives an apparently dreamlike description but, in fact, it contains an objective report of what a seizure is.

Furthermore, the lyrics are rich with references to the neuropsychology of epilepsy.

Let's start with the title. In the popular culture, there is an ancient association between epilepsy and dance, a dance that can become contagious (1).

Is this true from an epileptological perspective?
Yes, in some cases, Epilepsy is Dancing.

In the clinical and scientific literature, there are few cases of seizures manifesting as dancing in epileptic adults. The following three cases are quite well documented.

Kuscu and colleagues in 2008 (3) reported the case of a 17 years old girl presenting temporal epilepsy due to left mesial temporal sclerosis. Until the age of 14, she had experienced rare seizures with agitation and hallucintaions, treated as psychotic episodes. Three years later the frequency of seizures had increased and she was hospitalized to underwent neurological, electrophysiological and neuroradiological examinations. The EEG recordings showed paroxysmal activity in the temporal lobe, that partially spread to the left frontal lobe. After the surgical treatment with selective left amygdalohippocampectomy the girl has been seizure-free.
The videorecordings show different seizures starting with auras, during which she was able to report the arrival of the seizure, and continuing in unconscious complex motor behaviors - like a ballet – accompanied by her singing.

Ictal singing due to left mesial temporal sclerosis

The second case was published by Barker and colleagues in 2011 (4) and refers to a 60-year-old woman with temporal lobe epilepsy. Her seizures showed some EEG abnormalities in the left temporal lobe, and shortly after, the bilateral foot movements emerged, gradually tooking the form of tap dancing.
 

Tap dancing in epilepsy

In the last case report (5) are presented the clinical data of a 39-year-old man with temporal lobe epilepsy and EEG abnormalities suggestive of a left temporal focus. In the video, the seizure starts with the typical oral automatisms of temporal seizures, followed by the complex dancing movements, suggestive of frontal involvement.
 

TeachingVideo NeuroImages: Dancing epilepsy

So, epilepsy is dancing, at least in some cases and for some seizures.
However, it is a dance caused by the paroxysmal activity of the brain which has no beneficial effects. On the contrary, it may affect the activities of daily living, personal relationships, work activities and quality of life. Therefore, it is a dance that, like all seizures, need to be treated as a clinical manifestation.

In Epilepsy is Dancing one can find much more from a neuropsychological point of view: in the lyrics – verse by verse - there are many of the clinical manifestations of different epilepsies.

Epilepsy is dancing
She's the Christ now departing

The first verse include a reference to Christ, a kind of experience similar to the mystical and religious hallucinations observed in temporal lobe epilepsy, with individual specific contents depending on the cultural context.
As suggested by Tuft and Nakken (2), and considering that Antony Hegarty is also a visual artist, the verse may refers to the Transfiguration (1516-1520) by Raphael. In addition, here there is an identification between the two figures of Christ and the epileptic, overcoming their spatial and metaphysical separation.
As pointed out by Janz (6), there are
only two characters among the 26 represented in whom we see the two eyes. Christ’s look is lost in the beyond while the eyes of the young boy are bulging, the right eye directed towards Jesus and the left one towards his father.
By synchronizing both scenes Raphael demonstrated a significant correspondence between Christ and the epileptic boy, which reveals the epileptic seizure as a symbolic representation of a transcendent event.
Also Mann (7), in reporting an epileptic case study, refers to the Transfiguration and to the Christian symbolism:
Behind Christ, the light of the cloud reminds one of the divine voice that asserted he was the beloved son, while the son’s mouth lets out that epileptic scream... So, the vision is doubled by two vocal manifestations, a divine and an evil one.
If the boy is the antithesis down on the dark and tormented earth, clearly, Jesus represents the divine thesis up in the bright and serene heaven.
Many prejudices against epilepsy originated from this classical representation.

In the verse She's the Christ now departing, the two figures seems to become one and it's no coincidence that a girl (in the official video is interpreted by Johanna Constantine) is having a seizure. The themes regarding the feminin are always present in the interviews and in the artistic expressions of the transgender singer and artist.

And I'm finding my rhythm
As I twist in the snow
The EEG rhythm - and its abnormalities - is the hallmark of the epileptic disorders. Each individual with epilepsy shows a quite typical set of seizures, reflecting specific anatomo-functional alterations.
For example, the EEG of generalized tonic-clonic seizures can show a desynchronization, followed by recruiting rhythms in the tonic phase and by slow waves decreasing in frequency in the clonic phase.
Rhythm abnormalities are accompanied by clinical manifestations: the tonic phase take the form of muscle contraction, with rigidity and axial extension, apnea and cyanosis are common; in the clonic phase, bilateral convulsive movements occur.

All the metal burned in me
Down the brain of my river
Pathophysiologically, a seizure results from a paroxysmal electrical discharge of synchronized groups of neurons. The cell membrane of the epileptogenic neurons undergo a prolonged depolarization and action potential occurs, corresponding to a spike on the EEG. The paroxysmal depolarization then alters the normal balance between pumps and channels that regulates metals and electrolytes (sodium, potassium, calcium and chlorides) in the membrane of the neuron.

That fire was searching
For a waterway home
The activation of inhibitory mechanisms terminates the seizure and restores the balanced excitatory-inhibitory environment. The regular exchange of ions on the two banks (intracellular and extracellular) of the neuronal membrane is gradually reached.

I cry glitter is love!
The clinical manifestations of sensory seizures include visual, auditory, olfactory, or gustatory phenomena. In the visual modality, the sensory effects may consists of glitter, colored dots, or lights, appearing in the visual field. In occipital epilepsy, elementary - scotomas and phosphenes – and complex – illusions and hallucinations – phenomena are reported.
 
Elementary visual phenomena in occipital seizures

Other types of seizures can occur with affective symptoms: sudden, intense and unjustified emotions, often negative (fear, sadness) and more rarely positive (happiness, ecstasy).

My eyes pinned inside
With green jewels
Hanging like Christmas stars
From a golden vein
Here is another reference to visual illusions and hallucinations.
The green jewels hanging in the eyes, and the supposed reflex response, evoke to the clinician the small eyelid movements observed in some seizures, from fluttering to myoclonic jerks. In children, eyelid myoclonia with or without absences is a form of epilepsy manifesting with myoclonic jerks, eye closure-induced seizures and photosensitivity.
Golden vein is also the title of a 1995 Cocteau Twins song - Oh, in their eyes and then...

As I came to a screaming
Hold me while I'm dreaming
Screaming is typical of frontal seizures originating in medial regions (the supplementary motor area and the cingulate gyrus) and involving asymmetrical, bilateral posturing and/or complex automatisms such as swimming, pedaling and dancing. These hypermotor seizures, can be accompanied by facial grimacing, vocalizations or speech arrest, and are most often nocturnal.

For my fingers are curling
And I cannot breathe
Tonic seizures manifest with diffuse muscle contraction of head, trunk, limbs, and hands, accompanied by loss of consciousness, apnea and typical EEG rhythm abnormalities.

Then I cried in the kitchen
How I'd seen your ghost witching
As a soldering blue line
Between my eyes
Seizures from the occipital and the parieto-occipital lobes are characterized by visual and spatial phenomena. Perceived objects may appear diminished or enlarged (metamorphopsia), stationary objects seen as moving or, in more complex forms, objects are seen with inappropriate orientation in space.
In teleopsia, an error occurs in perceiving the distance of objects; in enhanced stereoscopic vision, near object are perceived very close and distant object appear very far away. Autoscopic seizures originate in the temporo-parietal regions and are characterized by the perception of the image of one's own body in the outer space, accompanied by negative emotions and confusion.

Cut me in quadrants
Gray H. Anatomy of the Human Body, 1918

Leave me in the corner
The end of the parieto-occipital seizures manifests with transient numbness, inability to move in the absence of loss of strength and post-ictal blindness.

In the post-ictal phase the dreaming state terminates and consciousness gradually returns: the dance is about to end.
Oh now it's passing
Oh now I'm dancing

Some neurological and neuropsychological references in the lyrics probably emerge from a retrospective clinical reading and were unintentional. However, there seems to be some evidence of a preparatory study of epilepsy conducted by the author, leaving aside any metaphysical or religious interpretation.

In Epilepsy is Dancing, Antony Hegarty also plays an educational role in spreading the objective knowledge about epilepsy in popular culture.

And now, the full lyrics.
Have a good listening and knowing.

Epilepsy is dancing
She's the Christ now departing
And I'm finding my rhythm
As I twist in the snow

All the metal burned in me
Down the brain of my river
That fire was searching
For a waterway home

I cry glitter is love!
My eyes pinned inside
With green jewels
Hanging like Christmas stars
From a golden vein

As I came to a screaming
Hold me while I'm dreaming
For my fingers are curling
And I cannot breathe

Then I cried in the kitchen
How I'd seen your ghost witching
As a soldering blue line
Between my eyes

I cry glitter is love!
My eyes
Pinned inside
Sea green jewels
Hanging like Christmas stars
From a golden vein

Cut me in quadrants
Leave me in the corner
Oh now its passing
Oh now Im dancing

Update #1 (January 29th, 2016). The same day when I was writing this post, in Oslo (Norway), Mia Tuft and her colleagues Gjelsvik and Nakken were submitting the paper Epilepsy is Dancing to the journal Epilepsy and Behavior: wonderful things can happen. 
If you want the full-text, please write me at t.metitieri@gmail.com.

Update #2 (February 1st, 2016). I sent Antony Hegarty/Anohni the paper by Tuft & coll. and my post, via facebook. This was her reply: "thanks for the info! its very interesting! Anohni", wonderful things continue.

Related:
Debunking the psychological myths expressed by Antony in the second track of Cut the World:  L'effetto luna piena e la seconda traccia di Cut the World


1. Baxendale S. The representation of epilepsy in popular music. Epilepsy Behav. 2008;
12(1):165-169.
2. Tuft M, Nakken KO. Epilepsy and stigma in popular music. Tidsskr Nor Laegeforen.
2014;134:2290-3.
3. Kuscu DY, Kayrak N, Karasu A, Gul G, Kirbas D. Ictal singing due to left mesial temporal
sclerosis. Epileptic Disord. 2008;10(2):173-6.
4. Barker AS, Bowen JR, Sharrack B, Sarrigiannis PG. Tap dancing in epilepsy. Epilepsy
Behav. 2011;20(1):150-1.
5. Bagla R, Khoury JS, Skidmore C. Teaching Video NeuroImages: dancing epilepsy.
Neurology. 2009; 72(22):e114.
6. Janz D. Epilepsy, viewed metaphysically: an interpretation of the biblical story of the
epileptic boy and of Raphael's transfiguration. Epilepsia. 1986;27(4):316-22.
7. Mann MW. The epileptic seizure and the mystery of death in Christian painting. Epilepsy
Behav. 2010; 17(2):139-46.
 
For more information about epilepsy: 

- ILAE - International League Against Epilepsy http://www.ilae.org/ and  https://www.epilepsydiagnosis.org/
- LICE – Lega Italiana Contro l'Epilessia http://www.lice.it/ 


sabato 18 luglio 2015

La neuropsicologia in Epilepsy is Dancing.



Una canzone sull'epilessia che arriva casualmente dal lettore mp3, dal CD, dalla lista dei video.
È la seconda traccia dell'album The Crying Light del 2009 di Antony and the Johnsons. Si fa ascoltare molte volte, anche nelle diverse versioni dal vivo, per le infinite modulazioni della voce unica di Antony Hegarty.
Non è la prima volta che la musica pop canta l'epilessia: Sallie Baxendale nel 2008 ha pubblicato una revisione delle rappresentazioni che l'epilessia ha nei diversi generi, dall'hip-hop al rhythm and blues (1).
Many of the ancient associations of epilepsy with madness, horror, and lunacy can be found in these lyrics. However, the language of epilepsy has also been appropriated by some musical artists to represent a state of sexual ecstasy and dance euphoria.
In un altro articolo del 2014, Tuft e Nakken (2) aggiungono altri aspetti, come lo stigma e l'esaltazione artistica, espressi nei testi musicali.
In the future it will hopefully be impossible to portray people with epilepsy in the same negative light as previously. Epilepsy associations the world over are working to prevent the spread of prejudiced lyrics among people, but to the extent to which popular music reflects popular attitudes to epilepsy, it appears as though we still have a long way to go to de-mystify the disease and eliminate prejudices.
In Epilepsy is Dancing è la prima volta che i termini non sono negativi e, se nel video una crisi epilettica viene trasformata in una danza paradisiaca, nel testo si possono rintracciare le diverse manifestazioni cliniche di diversi tipi di epilessia.
Si esce definitivamente dall'associazione tra epilessia e diavoli, si supera la battaglia contro il perenne stigma e si arriva a una descrizione apparentemente onirica ma oggettiva di quello che è una crisi epilettica, cantandola.

In più, il testo è ricco di riferimenti neuropsicologici.

Iniziando dal titolo, nella cultura popolare l'associazione tra le crisi convulsive e una danza che può diventare contagiosa è antica (1).

E dal punto di vista epilettologico è così?
In alcuni casi sì, Epilepsy is Dancing.

Ci sono pochi casi pubblicati nella letteratura scientifica di adulti che presentano crisi epilettiche caratterizzate da una vera e propria danza. Di questi, tre sono abbastanza documentati.

Il primo caso descritto da Kuscu e collaboratori nel 2008 (3) riguarda una ragazza di 17 anni con epilessia temporale sintomatica, causata da sclerosi temporale mesiale sinistra. Fino ai 14 anni aveva avuto rare crisi con agitazione e allucinazioni, scambiate per episodi psicotici. Dai 17 anni gli episodi sono diventati più frequenti e sono stati oggetto di accertamenti neurologici, neurofisiologici e neuroradiologici. Nelle registrazioni elettroencefalografiche delle crisi, l'attività elettrica parossistica che origina nelle regioni temporali, diffonde successivamente alla regione frontale sinistra. Dopo un intervento neurochirurgico di amigdalo-ippocampectomia sinistra la ragazza è stata libera da crisi.
Nel video sono state montate le registrazioni di più episodi critici: si può vedere l'aura che precede la perdita di coscienza, durante la quale la ragazza è in grado di segnalare l'arrivo della crisi e poi la serie di automatismi motori complessi - come in un balletto - associati al suo canto.

Ictal singing due to left mesial temporal sclerosis

Il secondo caso, descritto da Barker e collaboratori nel 2011 (4) riguarda una signora di 60 anni con epilessia temporale, che durante le crisi inizia a ballare una specie di tip tap. Le crisi iniziano con scariche parossistiche nel lobo temporale sinistro. 
 

Tap dancing in epilepsy

Il terzo è il caso di un uomo di 39 anni con epilessia temporale (5). Nel video si possono vedere gli iniziali automatismi orali, tipici delle crisi temporali, mentre anche in questo caso, come nei precedenti, i movimenti complessi del balletto sono suggestivi di un coinvolgimento frontale.
 

TeachingVideo NeuroImages: Dancing epilepsy


In senso stretto l'epilessia è una danza, almeno in alcuni casi e per alcune crisi. Tuttavia, è una danza che parte da un'attività cerebrale parossistica e non ha quindi alcun effetto benefico. Al contrario, può condizionare le attività della vita quotidiana, le relazioni, il lavoro e la qualità stessa della vita. Si tratta quindi di una danza che, come tutte le crisi frequenti e gravi deve essere curata come manifestazione clinica.

In Epilepsy is Dancing c'è molto di più dal punto di vista neuropsicologico. Si possono rintracciare, verso dopo verso, molte delle manifestazioni cliniche di diverse epilessie.

Epilepsy is dancing
She's the Christ now departing
C'è il riferimento a Cristo, che rimanda al tipo di crisi temporali associate ad allucinazioni mistiche e religiose, con contenuti diversi a seconda dei contesti culturali.
Nel verso si può anche rintracciare, tenendo conto che Antony Hegarty è anche artista visiva, – oltre il collegamento già suggerito da Tuft e Nakken (2) - una fusione tra le due figure del Cristo e dell'epilettico nella Trasfigurazione (1516-1520) di Raffaello, un superamento della loro distinzione spaziale e metafisica (2).
Come ha scritto Janz (6), ci sono solo due personaggi tra i 26 rappresentati dei quali vediamo i due occhi: nella parte superiore la trasfigurazione di Cristo sul Monte Tabor e nella parte inferiore destra la crisi epilettica del ragazzo.
By synchronizing both scenes Raphael demonstrated a significant correspondence between Christ and the epileptic boy, which reveals the epileptic seizure as a symbolic representation of a transcendent event.
E Mann (7), partendo dalla descrizione di un caso clinico e riferendosi alla Trasfigurazione e alla tradizione pittorica cristiana, aggiunge
Behind Christ, the light of the cloud reminds one of the divine voice that asserted he was the beloved son, while the son’s mouth lets out that epileptic scream... So, the vision is doubled by two vocal manifestations, a divine and an evil one.

If the boy is the antithesis down on the dark and tormented earth, clearly, Jesus represents the divine thesis up in the bright and serene heaven.
Da questa raffigurazione classica sono originati molti pregiudizi nei confronti degli epilettici.
Ma nel verso She's the Christ now departing, le due figure appaiono identificarsi e non è un caso che ad avere la crisi sia una ragazza (nel video è interpretata da Johanna Constantine). Le tematiche del femminino sono costanti nelle conversazioni e nelle espressioni artistiche della cantautrice e artista transgender.

And I'm finding my rhythm
As I twist in the snow
Il ritmo all'elettroencefalogramma (EEG) e le sue alterazioni sono il segno distintivo delle diverse crisi epilettiche. Ciascun epilettico presenta un insieme tipico di crisi che derivano da una specifica alterazione anatomo-funzionale.
Nelle crisi generalizzate tonico-cloniche ad es., il tracciato EEG è caratterizzato da iniziale desincronizzazione, ritmo reclutante nella fase tonica, onde di frequenza decrescente nella fase clonica,
Alle alterazioni del ritmo si accompagnano le manifestazioni cliniche: la fase tonica è caratterizzata da rigidità, cianosi e apnea, la successiva fase clonica è caratterizzata dalle scosse bilaterali.

All the metal burned in me
Down the brain of my river
Dal punto di vista fisiopatologico la crisi epilettica si manifesta quando una popolazione neuronale inizia a scaricare potenziali d’azione in modo sincrono. La membrana dei neuroni dell'area epilettica va così incontro a una depolarizzazione eccessiva e protratta, che all'EEG assume l'aspetto di punte. La depolarizzazione parossistica altera quindi il normale equilibrio tra i meccanismi di pompa e i canali dei metalli e degli elettroliti (sodio, potassio, calcio e cloruri) presenti sulla membrana del neurone.

That fire was searching
For a waterway home
L'attivazione di meccanismi inibitori porta alla risoluzione della crisi e ristabilisce il normale equilibrio tra i processi neuronali eccitatori e inibitori. Si ripristina gradualmente il regolare scambio di ioni sui due argini (intracellulare ed extracellulare) della membrana neuronale.

I cry glitter is love!
Alcune crisi epilettiche sono di tipo sensoriale e sono caratterizzate da fenomeni visivi, uditivi, olfattivi, gustativi. Nella modalità visiva tali fenomeni possono essere dei brillantini, dei pallini colorati, delle luci. Nell'epilessia occipitale si possono manifestare sia fenomeni visivi elementari - scotomi o fosfeni - sia fenomeni complessi – illusioni o allucinazioni. 
 
Fenomeni visivi elementari nelle crisi occipitali

Altre crisi epilettiche sono di tipo affettivo e sono caratterizzate da emozioni improvvise, intense ed immotivate, più spesso negative (paura, tristezza) e più raramente positive (felicità, estasi).

My eyes pinned inside
With green jewels
Hanging like Christmas stars
From a golden vein
Ancora un richiamo alle illusioni o allucinazioni visive.
La presenza di gioielli verdi pendenti negli occhi può richiamare il clinico - come in una risposta riflessa - quei piccoli movimenti delle palpebre che caratterizzano alcune crisi epilettiche, dal fremito delle palpebre alle mioclonie. Nel bambino, l'epilessia con mioclonie palpebrali con o senza assenze si manifesta con crisi scatenate dalla chiusura degli occhi in presenza di luce e con fotosensibilità.
Golden vein è anche il titolo di una canzone del 1995 dei Cocteau Twins - Oh, in their eyes and then...

As I came to a screaming
Hold me while I'm dreaming
Le urla sono tipiche delle crisi frontali che originano dalle aree mesiali (area supplementare motoria e giro del cingolo) e si manifestano con complessi movimenti del corpo bilaterali e asimmetrici oppure con automatismi degli arti paragonabili ai movimenti del nuoto, del pedalare e del ballare. Si accompagnano a particolari espressioni mimiche, a urla o ad altre vocalizzazioni. Tali crisi - dette ipermotorie - sono più spesso notturne.

For my fingers are curling
And I cannot breathe
Le crisi toniche si manifestano con contrazione muscolare diffusa che può interessare il capo, il tronco, gli arti e le mani ed è accompagnata da perdita di coscienza, da apnea e da un tipico tracciato EEG.

Then I cried in the kitchen
How I'd seen your ghost witching
As a soldering blue line
Between my eyes
Le crisi epilettiche che originano dai lobi parietale e parieto-occipitale si manifestano con fenomeni visivi e spaziali che portano a una percezione distorta degli oggetti (metamorfopsia), a illusioni di movimento di oggetti statici o a forme più complesse, come l'errato orientamento nello spazio degli oggetti. Nella teleopsia gli oggetti sembrano più lontani di quanto siano in realtà, nella visione stereoscopica aumentata gli oggetti vicini sembrano molto più vicini e quelli distanti molto più distanti. L'autoscopia può manifestarsi nelle crisi a origine parieto-temporale ed è caratterizzata dalla visione della propria immagine nello spazio esterno, accompagnata da emozioni negative e da confusione.

Cut me in quadrants 
Gray H. Anatomy of the Human Body, 1918

Leave me in the corner
Al termine delle crisi a origine parieto-occipitale si possono manifestare un intorpidimento transitorio, un'incapacità di muoversi in assenza di un deficit di forza e una cecità post-critica.

Nella fase post-critica finisce la dimensione del sogno per far posto gradualmente alla coscienza: la danza sta per terminare.
Oh now it's passing
Oh now I'm dancing

Alcuni riferimenti neurologici e neuropsicologici del testo della canzone emergono probabilmente a una lettura clinica a posteriori e non erano intenzionali. Tuttavia, è evidente uno studio dell'epilessia da parte dell'autrice, propedeutico alla stesura, che lascia da parte ogni interpretazione metafisica o religiosa.

In Epilepsy is Dancing Antony Hegarty dimostra anche importanti competenze educative sull'epilessia da diffondere nella cultura popolare.

Ora il testo intero.
Buon ascolto e conoscenza.

Epilepsy is dancing
She's the Christ now departing
And I'm finding my rhythm
As I twist in the snow

All the metal burned in me
Down the brain of my river
That fire was searching
For a waterway home

I cry glitter is love!
My eyes pinned inside
With green jewels
Hanging like Christmas stars
From a golden vein

As I came to a screaming
Hold me while I'm dreaming
For my fingers are curling
And I cannot breathe

Then I cried in the kitchen
How I'd seen your ghost witching
As a soldering blue line
Between my eyes

I cry glitter is love!
My eyes
Pinned inside
Sea green jewels
Hanging like Christmas stars
From a golden vein

Cut me in quadrants
Leave me in the corner
Oh now its passing
Oh now Im dancing

Aggiornamento 1 (29 gennaio 2016). Negli stessi giorni in cui scrivevo questo post, a Oslo in Norvegia, Mia Tuft e i suoi colleghi Gjelsvik e Nakken, inviavano l'articolo Epilepsy is Dancing alla rivista Epilepsy and Behavior: una cosa meravigliosa.
Per l'articolo completo in pdf, scrivimi a t.metitieri@gmail.com.

Aggiornamento 2 (1 febbraio 2016). Ho inviato via facebook a Antony HegartyAnohni l'articolo e il post. Ha risposto: "thanks for the info! its very interesting! Anohni", le meraviglie continuano.

In questo altro post affronto i luoghi comuni espressi da Antony in un altro brano: L'effetto luna piena e la seconda traccia di Cut the World

1. Baxendale S. The representation of epilepsy in popular music. Epilepsy Behav. 2008;
12(1):165-169.
2. Tuft M, Nakken KO. Epilepsy and stigma in popular music. Tidsskr Nor Laegeforen.
2014;134:2290-3.
3. Kuscu DY, Kayrak N, Karasu A, Gul G, Kirbas D. Ictal singing due to left mesial temporal
sclerosis. Epileptic Disord. 2008;10(2):173-6.
4. Barker AS, Bowen JR, Sharrack B, Sarrigiannis PG. Tap dancing in epilepsy. Epilepsy
Behav. 2011;20(1):150-1.
5. Bagla R, Khoury JS, Skidmore C. Teaching Video NeuroImages: dancing epilepsy.
Neurology. 2009; 72(22):e114.
6. Janz D. Epilepsy, viewed metaphysically: an interpretation of the biblical story of the
epileptic boy and of Raphael's transfiguration. Epilepsia. 1986;27(4):316-22.
7. Mann MW. The epileptic seizure and the mystery of death in Christian painting. Epilepsy
Behav. 2010; 17(2):139-46.
 
Per ulteriori informazioni sull'epilessia:  
- LICE – Lega Italiana Contro l'Epilessia http://www.lice.it/  
- ILAE - International League Against Epilepsy http://www.ilae.org/ and  https://www.epilepsydiagnosis.org/