domenica 7 febbraio 2021

L’aggiornamento della Federazione mondiale per l’ADHD in 208 punti

 


La Federazione mondiale per il Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) ha pubblicato una dichiarazione in 208 punti, approvati da 79 autori di 27 paesi e 6 continenti e revisionati da 362 esperti. Questo aggiornamento basato su evidenze scientifiche rigorose e sostanziate arriva a quasi 20 anni dalla prima Dichiarazione di consenso internazionale sull’ADHD. Lo scopo è di presentare la complessità dei dati scientifici che attestano la validità dell'ADHD come disturbo mentale e di correggere idee sbagliate sul disturbo che stigmatizzano le persone affette, riducono la credibilità degli operatori sanitari e impediscono o ritardano il trattamento delle persone che presentano il disturbo.


Nell’articolo originale, accessibile integralmente, i 208 punti sono elencati in modo dettagliato e sintetizzati nel seguente riepilogo che ho tradotto (nelle parentesi sono indicati i punti corrispondenti dell'aggiornamento completo).


La sindrome che ora chiamiamo ADHD è stata descritta nella letteratura medica dal 1775 (1 – 13)

Quando fatta da un medico accreditato, la diagnosi di ADHD è ben definita e valida a tutte le età, anche in presenza di altri disturbi psichiatrici, eventualità frequente (14-19)

L'ADHD è più comune nei maschi e si verifica nel 5,9% dei giovani e nel 2,5% degli adulti. Tali dati stati riportati negli studi condotti in Europa, Scandinavia, Australia, Asia, Medio Oriente, Sud America e Nord America (20-25)

L'ADHD è raramente causato da un singolo fattore di rischio genetico o ambientale, ma la maggior parte dei casi di ADHD sono causati dagli effetti combinati di molti fattori di rischio genetici e ambientali, ciascuno con un effetto esiguo (26-62)

Le persone con ADHD spesso mostrano prestazioni ridotte ai test cognitivi, ma questi test non possono essere utilizzati per diagnosticare l'ADHD (63-70)

Gli studi di neuroimaging trovano piccole differenze nella struttura e nel funzionamento del cervello tra le persone con e senza ADHD. Queste differenze non possono essere utilizzate per diagnosticare l'ADHD (71-77)

Le persone con ADHD sono a maggior rischio di obesità, asma, allergie, diabete mellito, ipertensione, disturbi del sonno, psoriasi, epilessia, infezioni a trasmissione sessuale, anomalie dell'occhio, disordini metabolici (78-100)

Le persone con ADHD sono a maggior rischio di bassa qualità della vita, disturbi da uso di sostanze, lesioni accidentali, scarso rendimento scolastico, disoccupazione, gioco d'azzardo, gravidanze adolescenziali, difficoltà di socializzazione, delinquenza, suicidio e morte prematura (101-136)

Gli studi sull’impatto economico mostrano che l'ADHD costa alla società centinaia di miliardi di dollari ogni anno, in tutto il mondo (137-147)

Le agenzie di regolamentazione di tutto il mondo hanno stabilito che diversi farmaci sono sicuri ed efficaci per ridurre i sintomi dell'ADHD, come dimostrato da studi clinici controllati randomizzati (148-157)

Il trattamento con farmaci per l'ADHD riduce lesioni accidentali, traumi cranici, abuso di sostanze, fumo di sigaretta, scarso rendimento scolastico, fratture ossee, infezioni a trasmissione sessuale, depressione, suicidio, attività criminale e gravidanze adolescenziali (158-177)

Gli effetti avversi dei farmaci per l'ADHD sono generalmente lievi e possono essere affrontati modificando la dose o il farmaco (178-188)

I farmaci stimolanti per l'ADHD sono più efficaci dei farmaci non stimolanti ma hanno anche maggiori probabilità di essere usati in modo inappropriato (189-194)

I trattamenti non farmacologici per l'ADHD sono meno efficaci dei trattamenti farmacologici per i sintomi dell'ADHD, ma sono spesso utili per affrontare i problemi che persistono dopo che i farmaci sono stati ottimizzati (195-208)

Aggiornamento del 26 aprile 2021: è stata pubblicata la traduzione italiana dell'intero documento



Ulteriori approfondimenti sull’ADHD:

- Istituto Superiore di Sanità 

- A.I.D.A.I Associazione Italiana per i Disturbi di attenzione e iperattività 

- A.I.F.A. Associazione Italiana Famiglie ADHD 



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