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sabato 26 maggio 2018

Il Premio Lombardia è Ricerca 2018

Così ha deciso la giunta regionale lombarda, nella seduta straordinaria di venerdì 12 gennaio, con la delibera 7689/2018 che conferma la dotazione ‘da Nobel’ del riconoscimento – 1 milione di euro – e dà via libera anche al nuovo regolamento.

Le candidature per la seconda edizione del Premio Lombardia sono ormai state inviate. Inizieranno a giugno i lavori della giuria che proclamerà l'assegnatario di 1 milione di euro a luglio e che riceverà il premio l'8 novembre.

Sarà uno scienziato che lavora nella medicina di precisione. Secondo quanto riportato nella delibera regionale:
tale premio sarà assegnato:

• per una scoperta di alto valore scientifico nell’ambito «Scienze della vita», che presenti significative ricadute in termini di miglioramento delle condizioni di vita delle persone, secondo i canoni della scienza traslazionale.

• a scienziati in attività e può essere conferito a una singola persona o a un gruppo di ricerca.

Rispetto all'Edizione 2017, nella delibera non è più specificato il criterio di svolgimento dell'attività di ricerca in Lombardia.

Anche per quest'anno il criterio di selezione non è di livello internazionale ma a misura italiana:

La scoperta scientifica a cui assegnare il Premio può essere indicata da tutti gli scienziati compresi nella lista “top italian scientists”, se presentano un H-index pari o superiore a 50. Le scoperte candidate verranno sottoposte a una giuria di 15 top scientists, indicati da Regione Lombardia sempre sulla base della classifica della VIA Academy: a loro il compito di selezionare la scoperta e dunque il vincitore dell’assegno da 1 milione. [fonte Regione Lombardia]

Come scrivevo l'anno scorso, in Il Premio Lombardia è Ricerca ma non trasparenza, Top Italian Scientists o Via Academy si basa su Google Scholar, che non è lo strumento più affidabile per la misurazione bibliometrica sia per la modalità viziata di aggregazione delle pubblicazioni sia perché vi compaiono solo gli scienziati che decidono di aprire il loro profilo, come avviene con gli altri social media.

Per saperne di più:

Once you've created a Google Scholar Profile, it is easy to add publications and see your h-index and i10-index. Publications like theses, books, and reports that might not be included in Scopus or Web of Science can be added in Google Scholar and will contribute to your citation count. However, you should check data in Google Scholar carefully, since it can be more prone to errors and duplication.

- How to register and populate your Google Scholar profile?

The quality of Google Scholar citation metrics has always been questioned because it collects data from non-scholarly and non-peer-reviewed publications as well. The citation numbers can also be manipulated in some way.


Sul sito Top Italian Scientists/Via Academy è candidamente scritto:

D'altra parte, ora il database di Google Scholar risulta onnicomprensivo, persino superiore ad ISI-WoS per aree di scienze dure.

Come avete trovato i nomi nella lista?

Da quando la 'classifica' della Via-academy e' stata divulgata sui media italiani, la lista e' cresciuta essenzialmente per segnalazioni spontanee di vari colleghi. Ci scusiamo per eventuali errori ed omissioni che ci rimangono nella lista - la cui numerazione dipende dall'ordine alfabetico dei nomi, a parita' di valore di h-index.


Torniamo al Premio Lombardia 2018.
Tra le novità di questa seconda edizione, la possibilità di proporre candidature anche da parte delle maggiori Accademie, istituzioni e società scientifiche nazionali, europee e internazionali; e l’istituzione di un bando ad hoc per invenzioni e prototipo proposti dagli studenti delle scuole superiori: per loro e i loro istituti Regione Lombardia prevede un premio complessivo di 60 mila euro.

Nella giuria di 15 membri rimane un'unica donna, proprio come nel 2017.
  • Aguzzi Adriano, University Hospital of Zurich
  • Bassi Roberto, Università Verona
  • *Calzolari Federico, Normale di Pisa Computer
  • Di Marzo Vincenzo, CNR Napoli
  • Ferrara Napoleone, University of California a San Diego
  • Ferrari Andrea, Cambridge Graphene Centre
  • C. Boffetta Paolo, ICAHN School for Medicine Mount Sinai Clinical Sciences Epidemiology
  • La Vecchia Carlo, Università degli Studi di Milano
  • Parrinello Michele, Switzerland chemistry
  • *Perani Daniela, San Raffaele di Milano
  • *Remuzzi Giuseppe, Istituto Mario Negri
  • Rizzolatti Giacomo, CNR
  • *Rossini Paolo Maria, Fondazione Policlinico A. Gemelli
  • *Schwartz Peter J., Genetica cardiovascolare Auxologico
  • Sette Alessandro, La Jolla Institute
*Presente anche nel 2017

Rimangono in tutto 5 membri rispetto alla precedente edizione, dal momento che i giurati sono stati scelti in base alla nuova area.
Ne farà parte anche il vincitore della prima edizione Giacomo Rizzolatti, che secondo il sito della Regione Lombardia ha scoperto "la base fisiologica del carattere sociale dell'uomo". Come scrivevo nel post dello scorso anno, questa è un'ipotesi priva di fondamento scientifico.


Il nuovo presidente sarà Giuseppe Remuzzi, dell'Istituto Mario Negri.



L'identikit del nuovo vincitore: scienziato (uomo), che lavora (in Lombardia) nella medicina di precisione...

E’ causa di incompatibilità per il ruolo di componente della giuria la situazione di conflitto di interesse rispetto ai partecipanti alla selezione.

Dato che Alberto Mantovani non è più presidente, né membro della giuria... sarà il nuovo vincitore?



Non sono mai stata buona a far previsioni, quindi sono certa che non andrà così.


Sarebbe davvero più accettabile definire il Premio Lombardia come un riconoscimento a una/o scienziata/o o a un gruppo di lavoro su insindacabile designazione di una giuria competente.

Far passare una scelta predeterminata per una selezione basata su raffazzonati criteri scientifici all'italiana, che non sarebbero condivisi da alcuna comunità internazionale, è come prendersi gioco di tutti gli altri ricercatori e di tutti i cittadini lombardi che, pagando le tasse, contribuiscono al Premio.


Luglio, ecco L'esito.

mercoledì 6 novembre 2019

The special case of the allocation of public money to a scientific prize: the Italian Premio Lombardia





On Friday September 5th, Attilio Fontana, President of the Italian local institution Regione Lombardia announced the winner of the Premio Lombardia è Ricerca 2019, a prize of 1 million euros of public funds awarded “to the best scientific discovery in the field of Life Sciences”.

This year's strategic theme was “Healty Aging” and the prize was awarded to Guido Kroemer, molecular biologist and Professor at the Faculty of Medicine of the University of Paris Descartes, Director of the research team 'Apoptosis, Cancer and Immunity' of the French Medical Research Council INSERM, and Director of the ' Metabolomics and Cell Biology platforms of the Gustave Roussy Comprehensive Cancer Center', in Paris.



President Fontana added: "I am pleased that the scientific commitee express great appreciation for our initiative As I have always said, investing in Research and Innovation is the right way to look to the future. In Italy, little is invested in this sector, for this reason the Region's commitment in this direction will continue and, when we succeed in obtaining Autonomy [from the National government] we will try to use even more resources to strengthen the action".



One of the goals of this prize "is also that Lombard research centers and medical activities can establish lasting collaboration and scientific interaction with the winner. For this – he [Fontana] added - the jury has established that the award should be destined for at least 70% to implement the research activity in collaboration with the centers of excellence in Lombardy”.

As in the previous editions (2017 and 2018), the remaining 30% is assigned to the winner.

Silvia Priori, this year’s president of the scientific jury as the only woman among 15 scientists, and Professor of Cardiology at the University of Pavia declared: "His discovery has a concrete impact on improving the lives of the world's population. It shows how the reduction of calories taken daily activates mechanisms that degrade altered proteins and thus keep the body healthier”.



The award ceremony will be held on November 8th at Teatro alla Scala in Milan during the “Research Day 2019”, dedicated to the memory of Umberto Veronesi.



 Now in its third edition, the Lombardy prize continues to raise a number of concerns that we will discuss and refer to: - selection and composition of the jury; - criteria for submitting applications; - transparency in the winner selection process; - conflict of interest disclosure.

These concerns are all the more important as the prize is based on public funds and therefore the citizens of the Lombardy region should be well informed about how their money is allocated.

The use of blockchain technology starting this year, according to the official declaration “certifies the transparency and validity of the procedure", which was detailed on the dedicated website.



Selection and composition of the jury

The selection of the scientific jury is established each year with a special decree of the Lombardia Region and is based on the metric system provided Top Italian Scientists, using Google Scholar database.

However, Google Scholar is not considered the most reliable tool for bibliometric measurement both for the flawed way of aggregating publications and because only the scientists who decide to open their profile are listed there.

According to the regulation, the winners of the previous editions become part of the scinetific jury in the following years (this was the case for the winner of 2017 but not for those of 2018). The jury defines the assignment process, identifying the period for sending nominations. This year's jury members were: Adriano Aguzzi (also a member in 2017 and 2018), Giorgio Bernardi (also a member in 2017), Paolo Calabresi, Federico Calzolari (also a member in 2017 and 2018), Carlo Croce (at the center of a series of rejection and controversies regarding bad practice), Andrea C. Ferrari, Luigi Ferrucci, Carlo La Vecchia (also a member in 2017 and 2018), Michele Parrinello (also a member in 2018), Silvia Priori (President), Giuseppe Remuzzi (also a member in 2017 and 2018), Paolo Maria Rossini (also a member in 2017 and 2018),  Giacomo Rizzolatti (also a member in 2018 and the winner in 2017),  Peter J. Schwartz (also a member in 2017 and 2018), Claudiu Supuran.



In 2018 the Prize was awarded to three undisputed scientists and clinicians: Michele De Luca, Tobias Hirsch and Graziella Pellegrini for the discovery of the gene therapy of Epidermolysis Bullosa.



Criteria for submitting applications

As in the previous editions, self nominations were not admitted this year. The scientists qualified to send a nomination were 1260, they were selected from the website Top Italian Scientists for being "active in the fields of life sciences and listed in the 'ranking' of the VIA-Academy - the census of scientists and scholars with the greatest impact in terms of productivity and citations (h-index) - with a score equal to or greater than 50".

Assuming that each one of the Top Italian Scientists has sent a single nomination, it appears that only 14% of 1260 did. The percentage is lowered if each of them has sent more than one nomination (each qualified scientist can send up to three).

The list of all nominations is accessible on the website: 45 researchers received a total of 179 nominations and 12 out of 45 "Authors" received from 2 to 49 nominations, while the remaining 33 received only one nomination.

Guido Kroemer received one nomination along with Frank Madeo for the discovery "Extension of longevity by induction of autophagy mediated by caloric restriction" but, as we have learned, without further clarification, the jury awarded only Kroemer.

Among the 45 scientists who received at least one nomination, many have documented collaborations with a member of the scientific jury, two of them are members of the current jury (Adriano Aguzzi with one nomination and Claudiu Supuran with two nominations), and two were members of the previous juries (Alberto Mantovani, the president in 2017, and Daniela Perani, a member in 2017 and 2018).



Transparency in the winner selection process

Despite the possibility of accessing the list of all nominations, it is not clear how the winner is selected.

If we analyze this year's data, we can exclude that the selection is based on the number of collected nominations. Moreover, in the case of a nomination of two scientists for the same discovery, it seems at the discretion of the jury to assign the prize only to one of them, based on what happened this year.



Conflict of interest disclosure

The regulation of the prize states that: "A situation of conflict of interest with respect to the participant selection is cause of incompatibility for the role of jury member".

The first edition of the prize, however, was neither transparent nor lacking conflicts of interest, if we consider that the President of the jury Alberto Mantovani is - and was - the scientific director of the Humanitas Institute in Milano, and Giacomo Rizzolatti in an interview released to Il Giornale on November 11st 2017 (after being awarded in the ceremony on November 8) stated: "At Humanitas we are at home thanks to the collaboration with Michela Matteoli and the CNR. They have competence on the cells, we on the system level: as if to say that they study grammar, we the logical analysis and the period".



That first year of awarding the Premio Lombardia not only collected all the concerns listed above but was based on motivations not shared by the scientific community outside the jury. In fact, the prize, based on what was declared by the jury, was assigned to Rizzolatti for the discovery of mirror neurons that "[constitute the] neurological basis of empathy and the ability to communicate at a deep level between human beings ... [A discovery that] has opened and will increasingly open the way to the treatment of behavioral diseases, such as autistic spectrum disorder”.

The implications of the mirror neuron system in autism not only have not been confirmed but have been discredited by rigorous studies and it is not sufficiently demonstrated that this system is the basis of empathy.



In an article published in 2018 in the newspaper La Repubblica, Elena Cattaneo pointed out the Italian peculiarity of assigning public money to a scientific prize, the Premio Lombardia, “This is not what the scientific method requires and this is not the basis for the non-negotiable relationship between scientist and citizens”.

She declared that "having met the criteria, I was invited to propose a nomination. An invitation [...] that I did not follow in the absence of the only way I know, as a scientist, to choose what to reward with public money...: a competition being public, open to all, and transparent ".


To know more about Guido Kroemer read:



My latest post in Italian on the Lombardy award: Chi vincerà il Premio Lombardia è Ricerca 2019?

sabato 7 ottobre 2017

Il Premio Lombardia è Ricerca ma non trasparenza

[Riepilogo delle puntate seguenti consultabile in Il mistero del Premio Lombardia 2020]

Una settimana fa, in un periodo di crisi di credibilità dell'Università italiana, Elena Cattaneo, scienziata e senatrice a vita, ha esortato tutti a reagire e a contrastare la “mortifera indulgenza culturale”.
Il suo è un forte appello a tenere conto dei dati di realtà che sono virtuosi e viziosi: nelle nostre Università avvengono scoperte fondamentali e si perpetuano vili magagne. Solo da un'analisi dei fenomeni completa e consapevole e dalla rinuncia al consolidato riflesso di negazione può discendere un cambiamento che dia fiducia ai ricercatori, nell'istituzione accademica, e ai cittadini, nella scienza.

Uno dei richiami di Cattaneo "essere destinatari di risorse pubbliche non ammette deroghe" mi ha riportato alla mente una notizia di qualche settimana fa.

Il 21 giugno 2017 la Giunta Regionale lombarda ha istituito il Premio Internazionale 'Lombardia è Ricerca', del valore di 1 milione di euro, che ha “lo scopo di riconoscere pubblicamente l'impegno e il talento di un ricercatore di fama internazionale che ha contribuito con le sue scoperte all'avanzamento della conoscenza scientifica e tecnologica con importanti ricadute sulla vita delle persone”.
Secondo il regolamento approvato dalla Giunta, la “partecipazione al premio è possibile solo se il ricercatore è candidato da uno (o più) dei primi 10 top scientists sulla base dell’H-Index della lista “top italian scientist” individuati per ciascuna area. Ogni top scientists può presentare al massimo 3 candidature (quindi un totale, al massimo, di 210 ricercatori). I dieci ricercatori che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze parteciperanno alla selezione di una giuria esterna, anch’essa composta da top scientists, che decreterà il vincitore finale”.

Un altro aspetto critico è che anche la Giuria è stata selezionata con lo stesso criterio, difatti era “composta dai migliori 14 scienziati italiani (con priorità per quelli appartenenti ad enti di ricerca lombardi o, in assenza, italiani) nelle discipline che afferiscono alle Scienze della vita (2 per ogni area: scienze biomediche, chimica, scienze cliniche, computer science, nanoscienze e materiali, scienze naturali e ambientali, neuroscienze e psicologia) individuati sulla base della lista ufficiale 'Top Italian Scientists'”.

Al di là della sedicente internazionalità del Premio, sembra che i giurati – scelti sulla base dell'H-index delle loro pubblicazioni determinato su Google Scholar - decidano tra di loro chi sia il vincitore.
Google Scholar non è però lo strumento più affidabile per la misurazione bibliometrica sia per la modalità viziata di aggregazione delle pubblicazioni sia perché vi compaiono solo gli scienziati che decidono di aprire il loro profilo, come avviene con gli altri social media.

Il 5 settembre è stata diffusa con una certa enfasi la notizia del vincitore del “Nobel della Lombardia”.
Se teniamo conto delle date, abbiamo che il 21 giugno la Giunta ha istituito il premio e il 5 settembre, poco più di due mesi dopo, la Giuria ha decretato l'assegnazione.
Gli scienziati selezionati per far parte della Giuria sono: Alberto Mantovani (Humanitas), Peter J Schwartz (Auxologico), Maurizio Prato (Trieste), Gianfranco Pacchioni (Bicocca), Giuseppe Remuzzi (Mario Negri), Carlo La Vecchia (Statale), Federico Calzolari (Normale), Maurizio Lenzerini (Roma), Roberto Cingolani (IIT), Giorgio Sberveglieri (Brescia), Filippo Giorgi (ICTP Trieste), Giorgio Bernardi (Roma Tre), Paolo Maria Rossini (Cattolica), Daniela Perani (San Raffaele).
Alberto Mantovani, immunologo e scienziato Presidente della Giuria, mi ha confermato che hanno lavorato “in tempi strettissimi” dalla fine di luglio ai primi di settembre e che “la scelta non è stata all'unanimità”.
La Giuria ha anche deciso di destinare il 30% dell'importo (dunque 300.000 euro) alla persona e il 70% ad attività di ricerca da svolgersi in Regione Lombardia.

Il Premio, alla sua I edizione, è stato assegnato a Giacomo Rizzolatti, neuroscienziato di fama internazionale noto anche al grande pubblico per la scoperta dei neuroni specchio, effettuata assieme al gruppo di lavoro dell'Università di Parma. Si stratta di neuroni individuati in alcune scimmie e ipotizzati nell'uomo che, secondo l'interpretazione originaria di Di Pellegrino e collaboratori (1992), sono più attivi sia quando il soggetto compie un'azione sia quando osserva un'azione nota, rivelando un comune meccanismo di selezione dell'azione. Questa è l'interpretazione che ha, ad oggi, più conferme scientifiche.




Numerosi altri studi stanno cercando di dimostrare che quello dei neuroni specchio potrebbe essere un sistema di comprensione dell'azione, quindi si tratterebbe non solo di un sistema motorio ma di un sistema cognitivo. Le evidenze attuali sono ancora modeste ma come affermò Vittorio Gallese durante il dibattito con Gregory Hickok (autore del libro Il mito dei neuroni specchio) celebrato alla New York University nel 2015, molti effetti negli esperimenti psicologici e psicofisici sono modesti (la sintesi del dibattito è la 3. de Le grandi dispute del 2015).
I neuroni specchio sono stati considerati la base dei più svariati fenomeni. Sono ormai oggetto di una “follia attributiva” come mi disse Carlo Umiltà, aggiungendo che questa è “costata il Nobel a Rizzolatti. In fin dei conti, i neuroni spaziali di O'Keefe [Premio Nobel per la Medicina 2014] sono altrettanto controversi dei mirror neurons e la loro presenza nell'uomo è altrettanto dubbia. Fortunatamente per O'Keefe, la discussione sulla funzione dei "suoi" neuroni non è stata gettata in farsa da un eccesso di teorizzazione infondata”.

È stato, pertanto, sorprendente leggere sulla stampa le motivazioni dell'assegnazione del premio. Secondo quanto ha dichiarato il presidente della giuria Mantovani: "Il premio viene assegnato per la scoperta dei neuroni a specchio e della funzione a specchio del nostro sistema nervoso centrale. Questi meccanismi sono il substrato neurologico per il nostro riconoscerci nelle persone, negli atteggiamenti e nei movimenti di chi ci sta davanti. La funzione a specchio costituisce la base neurologica dell'empatia e della capacita' di comunicare a livello profondo fra esseri umani. La scoperta dei neuroni a specchio ha contribuito profondamente alla comprensione del funzionamento del nostro sistema nervoso centrale e ha avuto un impatto trasversale che va dalla psicologia alla neurologia, alla robotica, alla comprensione del nostro comportamento sociale come essere umani. La scoperta di questi circuiti neurologici ha aperto e aprirà sempre di più la strada alla cura delle patologie del comportamento come le malattia dello spettro autistico".

Queste motivazioni non hanno fondamento scientifico: le implicazioni del sistema dei neuroni specchio nell'autismo non solo non sono state dimostrate ma sono state screditate dalle ricerche e non è sufficientemente dimostrato che tale sistema sia alla base dell'empatia.
Se si tratta di ulteriori ipotesi da studiare va specificato e l'uso del condizionale sarebbe più appropriato.
Molti non sono ancora pronti ad affermare: "Now that the hype around mirror neurons has begun to dissipate, it will be interesting to see what role remains for these curious cells [Ora che la montatura sui neuroni specchio ha iniziato a dissolversi, sarà interessante vedere che ruolo avranno queste curiose cellule]"

Tornando alla procedura di assegnazione, secondo quanto dichiarato il 5 settembre: "Sono arrivate una ventina di candidature, tutte molto qualificate e prestigiose, di altissimo livello internazionale". 
Tuttavia nel regolamento della Giunta del 21 giugno è riportato che “I dieci ricercatori che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze parteciperanno alla selezione di una giuria esterna”. Quindi la procedura non risulta chiara e non è trasparente.
Il Presidente Mantovani si attiene al “dovere di riservatezza”.

Essendo una procedura di assegnazione di fondi pubblici, qualche giorno fa ho richiesto copia degli atti* all'ufficio apposito della Regione Lombardia. Non appena mi arriverà, farò un aggiornamento**.

Il conferimento del Premio “Lombardia è Ricerca” è previsto per l'8 novembre, in una cerimonia al Teatro alla Scala di Milano.

Mi auguro che per allora saranno accessibili tutte le informazioni sulla procedura di assegnazione di fondi che sono pubblici e sui progetti di ricerca che saranno finanziati con i 700.000 euro.

È sempre una buona notizia quando vengono destinati nuovi fondi alla ricerca scientifica italiana, vista la tragica e continua restrizione di risorse; è un'ottima notizia quando l'assegnazione si attiene alle prassi internazionali e al dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini che contribuiscono a quei fondi.


*29 ottobre: ho richiesto gli atti con una prima mail del 4/10 e una successiva mail del 18/10. Nel pomeriggio del 18/10 ho ricevuto la telefonata di una funzionaria della Regione Lombardia che mi ha gentilmente chiesto chiarimenti sul materiale di mio interesse (la delibera, i verbali con i pareri scientifici, le mail dei giurati che all'unanimità confermavano la scelta finale, ecc.), assicurandomi che me lo avrebbe inviato in copia digitale a breve, con il dettaglio sui costi previsti. Ho riferito il mio interesse per i verbali con i pareri scientifici sulle candidature e che avrei provveduto al pagamento del servizio non appena avessi avuto gli estremi. Non avendo ancora una risposta ho inviato un'altra mail di richiesta il 24/10.

** Oggi 3 novembre, gli atti sono arrivati o meglio mi è stata inviata "la delibera di giunta n. 7300 del 30/10/2017".




Nella delibera è riportato quanto segue.


- la giuria ha svolto i lavori di selezione e rassegnato i verbali alla Direzione Università, Ricerca e Open Innovation;
- dal verbale della seduta del 5 settembre si evince che la giuria ha nominato all’unanimità vincitore il professor Prof Giacomo Rizzolatti con la seguente motivazione:


“Il Professor Rizzolatti è il coordinatore del gruppo di scienziati che 1992 ha scoperto l’esistenza dei neuroni specchio, cellule del cervello che si attivano sia durante l’esecuzione di movimenti finalizzati, sia osservando simili movimenti eseguiti da altri individui. Tale scoperta pone una base fisiologica di importanti aspetti comportamentali dall’imitazione all’empatia e getta le basi per la comprensione di una vasta serie di disturbi del comportamento che permettono anche di ipotizzare ed attuare dei trattamenti innovativi in un grande numero di patologie del Sistema Nervoso Centrale che si manifestano sia nell’età dello sviluppo (come nell’autismo) o nel corso dell’invecchiamento cerebrale patologico (es. demenze).”

“Il premio viene assegnato per la scoperta dei neuroni specchio e della funzione a specchio del nostro sistema nervoso centrale. Questi meccanismi sono il substrato neurologico per il nostro riconoscerci nelle persone, negli atteggiamenti e nei movimenti di chi ci sta davanti. La funzione a specchio costituisce la base neurologica dell'empatia e della capacità di comunicare a livello profondo fra esseri umani. La scoperta dei neuroni specchio ha contribuito profondamente alla comprensione del funzionamento del nostro sistema nervoso centrale e ha avuto un impatto trasversale che va dalla psicologia alla neurologia, alla robotica, alla comprensione del nostro comportamento sociale come essere umani. La scoperta di questi circuiti neurologici ha aperto e aprirà sempre di più la strada alla cura delle patologie del comportamento, come le malattie dello spettro autistico. Ci si attende pertanto da questa scoperta lo sviluppo di ulteriori approcci innovativi a gravi problemi di benessere e salute dell'uomo”. 


Tutto qui in merito al verbale*** (già diffuso nei comunicati stampa) con i pareri scientifici. 

Dunque, contrariamente a quanto dichiarato:
- non ci sono valutazioni documentate di altre candidature, 
- la "nomina" è avvenuta all'unanimità.

Due domande a conclusione di questo peculiare metodo di assegnazione di fondi pubblici e alla sua comunicazione:

- perché intricarsi nella storia delle candidature?

  Difatti, se nei Criteri del premio erano specificate le aree della lista 'Top Italian Scientists, tra cui 'Neurosciences & Psychology', si può facilmente verificare il N. 1:




- perché una Giuria così prestigiosa pur sacrificando l'onestà scientifica non ci ha almeno risparmiato lo strafalcione grammaticale della "funzione a specchio"?

***9 novembre (il giorno dopo la cerimonia di consegna del Premio): a seguito di un'ulteriore mia richiesta, oggi mi sono arrivati i verbali completi della Giuria.
In sintesi:

1. I componenti, nella seduta del 20 luglio 2017 hanno condiviso "il testo della lettera da inviare alla top list dei 70 scientist per la presentazione delle candidature". Non è riportato il testo.

2. Nel verbale della seconda seduta del 5 settembre è riportato l'elenco di 21 candidati di diverse aree scientifiche, assieme a una breve o brevissima descrizione dell'ambito di ricerca, per qualcuno in italiano e per altri in inglese ma sempre con florilegio di refusi. Non sono riportate le valutazioni di ciascun candidato ma tre righe successive: "la Giuria procede alla discussione", "la Giuria vota", "la Giuria nomina all'unanimità vincitore del Premio Internazionale "Lombardia è Ricerca" il Professor Giacomo Rizzolatti", con le motivazioni riportate più sopra nella Delibera 7300.

3. Alla prima stesura delle motivazioni, un membro della Giuria ha apportato le seguenti correzioni: "cellule motorie del cervello", "le basi per la comprensione di una vasta serie di disturbi del comportamento attuati da soggetti normali o pazienti che permettono anche di ipotizzare ed attuare dei trattamenti innovativi in un grande numero di affetti da patologie del Sistema Nervoso Centrale". Il resto del testo è approvato da tutti i componenti, senza riserve.

Analizzando la lista dei candidati, risulta che:

- 9/20* candidati siano nella lista Top Italian Scientists




- 11/20* candidati non siano nella lista Top Italian Scientists. Tra questi ci sono prestigiosi ricercatori italiani e stranieri tra i quali Doudna e Charpentier per "Discovery of the CRISPR-CAS...".

*una candidata della lista Top Scientist compare 2 volte: la prima con una brevissima presentazione in inglese, la seconda con una breve presentazione in italiano. Di fatto, quindi, i candidati erano 20 e non 21.


Difficile seguire il filo di tutte le incongruenze.

Non rimane che augurarsi che le procedure di valutazione scientifica per l'assegnazione di un Premio definito Internazionale, almeno nel 2018 cambino - così mi rassicura in una nuova telefonata la preziosa funzionaria della Regione Lombardia - seguano i criteri condivisi dalla comunità scientifica internazionale, si basino su motivazioni fondate e corrette e siano divulgate senza fornire false informazioni e illusioni, soprattutto quando riguardano la cura delle malattie.


12 novembre, sul Domenicale de Il Sole 24 Ore Gilberto Corbellini, recensendo il libro di Marco Magrini Cervello. Manuale dell'utente. Guida semplificata alla macchina più complessa del mondo, scrive: 
Magrini si è assunto l’onere di leggere le prove, chissà come inaccessibili agli autorevoli scienziati che hanno premiato Giacomo Rizzolatti con un milione di euro di soldi pubblici dei cittadini lombardi (in quale paese civile si usano soldi pubblici per farne premi scientifici?), che i neuroni specchio, benché di una certa importanza, non spiegano il meglio della natura umana, e non c’è uno straccio di dimostrazione che entrino in gioco nell’autismo.




domenica 19 dicembre 2021

Dietro le quinte del premio Lombardia, fino al 2021

 



Si è celebrata lo scorso 8 novembre al Teatro alla Scala di Milano la cerimonia di assegnazione del Premio Lombardia, nella sua quarta edizione dedicata alla sostenibilità ambientale. Le procedure di assegnazione del premio - definito inizialmente “Nobel lombardo” e successivamente ridimensionato a “nobelino lombardo” - da parte della Regione Lombardia sarebbero tutt’altro che meritevoli di celebrazione. 

Partiamo dalle comunicazioni ufficiali. 

Il premio 2020-2021 (nel 2020 l’assegnazione era stata rinviata a causa della pandemia) è andato a Pierre Joliot, Marcella Bonchio, Markus Antonietti con la seguente motivazione da parte della Giuria: “il Premio è dedicato al processo vitale della Fotosintesi, che permette di immagazzinare l’energia rinnovabile della luce solare sotto forma di energia chimica in molecole organiche e biologiche, fornendo nutrimento e combustibili indispensabili al nostro sviluppo. […] Il Premio pone in evidenza la necessità di un approccio interdisciplinare, che in questo caso mette assieme biologia molecolare, chimica e scienza dei materiali, per affrontare sfide urgenti e complesse nel contesto delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile”. 

L’evento milanese è stato allietato da “la voce e le note di Giuliano Sangiorgi e Andrea Mariano per l’apertura musicale, la conduzione di Alessia Ventura, e la presenza dell’Ambasciatore della Ricerca di Regione Lombardia Gerry Scotti hanno accompagnato il pubblico nella presentazione dei tre vincitori del Premio, intervistati dall’editorialista del Corriere della Sera e responsabile editoriale del Corriere Innovazione, Massimo Sideri.

Il rapporto tra ambiente e innovazione è stato al centro della Giornata, con l’intervento dell’esploratrice antartica Chiara Montanari, l’incontro con start up, imprese e progetti di ricerca destinati a migliorarci la vita, ma anche l’ispirazione offerta dall’esperienza di atleti e sportivi. Tra le autorità presenti, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’Assessore all’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione, Fabrizio Sala, insieme al Presidente della Fondazione Veronesi, Paolo Veronesi, al direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, e al Presidente della Giuria del Premio, Andrea Ferrari”. 

Alla cerimonia hanno assistito anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e, in collegamento, il Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi. 

Insomma, tre vincitori e una platea di ospiti di prestigio per un premio che si caratterizza per opache procedure di nomina e che ha fatto discutere anche per qualcuno degli insigniti. 

Il 29 novembre un servizio di Luca Chianca di Report ricostruiva le polemiche che avevano accompagnato l’assegnazione del Premio nell’edizione del 2019 a Guido Kroemer, evidenziando come i soldi pubblici lombardi vengano poi usati per finanziare progetti di ricerca in istituti privati. Del conferimento del 2019 aveva scritto soltanto la giornalista scientifica Sylvie Coyaud nel suo blog Ocasapiens, allora su Repubblica (l'archivio di Oca Sapiens), ricordando che Kroemer aveva già collezionato 37 pubblicazioni contestate su PubPeer, una piattaforma che permette agli scienziati di commentare le ricerche pubblicate, fornendo critiche documentate. Il giornalista scientifico indipendente Leonid Schneider, nel suo articolo Opera buffa, aveva ricostruito sia le improvvise defezioni alla cerimonia di conferimento del premio sia la peculiare attività scientifica di Kroemer. 

Ma facciamo qualche passo indietro e iniziamo dalla prima edizione del 2017 che non aveva brillato per trasparenza e rigore scientifico. 

Il 21 giugno 2017, con apposita delibera, la Giunta Regionale lombarda ha istituito il Premio Internazionale 'Lombardia è Ricerca', del valore di 1 milione di euro, che ha “lo scopo di riconoscere pubblicamente l'impegno e il talento di un ricercatore di fama internazionale che ha contribuito con le sue scoperte all'avanzamento della conoscenza scientifica e tecnologica con importanti ricadute sulla vita delle persone”. 

Secondo il regolamento approvato dalla Giunta, che vedrà varie modifiche negli anni successivi, la “partecipazione al premio è possibile solo se il ricercatore è candidato da uno (o più) dei primi 10 top scientists sulla base dell’H-Index della lista “top italian scientist” individuati per ciascuna area. Ogni top scientists può presentare al massimo 3 candidature (quindi un totale, al massimo, di 210 ricercatori). I dieci ricercatori che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze parteciperanno alla selezione di una giuria esterna, anch’essa composta da top scientists, che decreterà il vincitore finale”. 

Secondo la Regione, la Giuria viene selezionata con lo stesso criterio, difatti nel 2017 risulta “composta dai migliori 14 scienziati italiani (con priorità per quelli appartenenti ad enti di ricerca lombardi o, in assenza, italiani) nelle discipline che afferiscono alle Scienze della vita (2 per ogni area: scienze biomediche, chimica, scienze cliniche, computer science, nanoscienze e materiali, scienze naturali e ambientali, neuroscienze e psicologia) individuati sulla base della lista ufficiale 'Top Italian Scientists'”. 

Quindi, i giurati sono scelti dalla Regione sulla base dell'H-index delle loro pubblicazioni determinato su Google Scholar e decidono chi sarà il vincitore tra quelli sulla stessa lista. Google Scholar non è però lo strumento più affidabile per la misurazione bibliometrica sia per la modalità viziata di aggregazione delle pubblicazioni sia perché vi compaiono solo gli scienziati che decidono di aprire il loro profilo, come avviene con gli altri social media. 

Come ad oggi riporta il sito Top Italian Scientist: 

"Piu' che una classifica, si tratta di un censimento degli scienziati e scholars di maggior impatto, misurato con il valore di h-index, che rappresenta un numero che racchiude sia la produttivita' che l'impatto della produzione culturale o scientifica di una persona basato sulle citazioni ricevute. Ma ha dei limiti poiche', in particolare, la frequenza di citazioni varia nei vari campi del sapere, e risulta massima nella fisica delle particelle e certe aree biomediche come l'immunologia. La lista che presentiamo non deve essere quindi interpretata come comparazione assoluta del valore dei vari scienziati e studiosi, soprattutto fra le materie diverse riportate come 'area' nella tabella”. 

Gli scienziati selezionati per far parte della Giuria del 2017 erano: Alberto Mantovani (Humanitas), Peter J Schwartz (Auxologico), Maurizio Prato (Trieste), Gianfranco Pacchioni (Bicocca), Giuseppe Remuzzi (Mario Negri), Carlo La Vecchia (Statale), Federico Calzolari (Normale), Maurizio Lenzerini (Roma), Roberto Cingolani (IIT), Giorgio Sberveglieri (Brescia), Filippo Giorgi (ICTP Trieste), Giorgio Bernardi (Roma Tre), Paolo Maria Rossini (Cattolica), Daniela Perani (San Raffaele). 

Il 5 settembre veniva pubblicata con una certa enfasi la notizia del conferimento del “Nobel della Lombardia” a Giacomo Rizzolatti, tra gli scopritori dei neuroni specchio. 

Alberto Mantovani, immunologo e scienziato Presidente della Giuria, che avevo contattato per posta elettronica mi aveva confermato che avevano lavorato “in tempi strettissimi” dalla fine di luglio ai primi di settembre e che la scelta non era stata all'unanimità. 

La Giuria aveva anche deciso di destinare il 30% dell'importo (dunque 300.000 euro) alla persona e il 70% ad attività di ricerca da svolgersi in Regione Lombardia. 

Questa ripartizione resterà immodificata nelle edizioni successive. 

Essendo una procedura di assegnazione di fondi pubblici, avevo richiesto copia degli atti all'ufficio apposito della Regione Lombardia, con particolare interesse per i verbali con i pareri scientifici sulle candidature. Dagli atti apprendevo che, contrariamente a quanto dichiarato, non erano presenti valutazioni documentate di altre candidature e che la "nomina" era avvenuta all'unanimità. Allora, perché crearlo questo scricchiolante scenario di candidature? 

Inoltre, venivo a conoscenza che: “Il Professor Rizzolatti è il coordinatore del gruppo di scienziati che 1992 ha scoperto l’esistenza dei neuroni specchio, cellule del cervello che si attivano sia durante l’esecuzione di movimenti finalizzati, sia osservando simili movimenti eseguiti da altri individui. Tale scoperta pone una base fisiologica di importanti aspetti comportamentali dall’imitazione all’empatia e getta le basi per la comprensione di una vasta serie di disturbi del comportamento che permettono anche di ipotizzare ed attuare dei trattamenti innovativi in un grande numero di patologie del Sistema Nervoso Centrale che si manifestano sia nell’età dello sviluppo (come nell’autismo) o nel corso dell’invecchiamento cerebrale patologico (es. demenze).[…] La scoperta di questi circuiti neurologici ha aperto e aprirà sempre di più la strada alla cura delle patologie del comportamento, come le malattie dello spettro autistico. Ci si attende pertanto da questa scoperta lo sviluppo di ulteriori approcci innovativi a gravi problemi di benessere e salute dell'uomo”. 

Queste motivazioni restano sorprendenti perché, pur essendo replicate le dimostrazioni della loro attivazione durante l’imitazione motoria di un’azione, è ancora dibattuto il ruolo dei neuroni specchio nella comprensione delle azioni altrui ed è stato del tutto smentito da tempo il loro ruolo nell’autismo. 

Ho approfondito negli anni scorsi le incongruenze della prima edizione, delle successive e la fine del mito dei neuroni specchio. 

Nella mail in cui chiedevo chiarimenti, alle mie critiche sulle motivazioni del premio il Professor Mantovani rispondeva “al di là degli obblighi di riservatezza, non potrei entrare nel merito di una discussione specifica in ambito neuroscienze. Prendo solo atto del fatto che Rizzolatti è membro della National Academy of Sciences USA e ha ricevuto premi internazionali”. 

La prima assegnazione del Premio, pertanto, non era stata né trasparente né rigorosa e neppure erano mancati i conflitti d’interesse, se si tiene conto che il Presidente Mantovani era il direttore scientifico dell’Istituto Humanitas e Giacomo Rizzolatti in un’intervista a Il Giornale dell’11 novembre 2017 (dopo aver ricevuto il Premio nella cerimonia dell’8 novembre) affermava: “all' Humanitas siamo di casa grazie alla collaborazione con Michela Matteoli e il Cnr. Loro hanno competenza sulle cellule, noi a livello di sistemi: come a dire che loro studiano la grammatica, noi l'analisi logica e del periodo”. 

L’edizione del Premio Lombardia 2018 ha visto una giuria composta da 16 membri - tra i quali 5 membri e il vincitore dell’edizione 2017 - e presieduta da Giuseppe Remuzzi. 

"Così ha deciso la giunta regionale lombarda, nella seduta straordinaria di venerdì 12 gennaio, con la delibera 7689/2018 che conferma la dotazione ‘da Nobel’ del riconoscimento – 1 milione di euro – e dà via libera anche al nuovo regolamento". 

Il tema strategico era la medicina di precisione e veniva specificato che: "è causa di incompatibilità per il ruolo di componente della giuria la situazione di conflitto di interesse rispetto ai partecipanti alla selezione". 

Rispetto all'Edizione 2017, nella delibera non era menzionato il criterio di svolgimento dell'attività di ricerca in Lombardia. Tuttavia, anche per il 2018 (e gli anni seguenti) il criterio di selezione non era propriamente di livello internazionale ma a misura italiana: 

“La scoperta scientifica a cui assegnare il Premio può essere indicata da tutti gli scienziati compresi nella lista “top italian scientists”, se presentano un H-index pari o superiore a 50. Le scoperte candidate verranno sottoposte a una giuria di 15 top scientists, indicati da Regione Lombardia sempre sulla base della classifica della VIA Academy: a loro il compito di selezionare la scoperta e dunque il vincitore dell’assegno da 1 milione”. [fonte Regione Lombardia] 

Nella Giuria rimanevano cinque membri rispetto alla precedente edizione e tra questi il vincitore Giacomo Rizzolatti. Nel 2018 la Giuria presieduta da Giuseppe Remuzzi assegnava il Premio di un milione di euro a Michele De Luca, Tobias Hirsch e Graziella Pellegrini per “la migliore scoperta scientifica nell'ambito delle Scienze della Vita”, relativa alla terapia genica dell'Epidermolisi Bollosa, conosciuta anche come Sindrome dei Bambini Farfalla. 

Pochi giorni dopo la nomina la professoressa e senatrice a vita Elena Cattaneo scriveva su Repubblica (15 luglio2018) che “le modalità con cui la Regione Lombardia impegna risorse pubbliche meritano una riflessione”. Per Cattaneo, "la discussione è ben diversa quando un premio ricchissimo è finanziato con risorse pubbliche su iniziativa di una istituzione eletta dai cittadini. In questo caso si assiste a una "munificenza di Stato" che attribuisce risorse pubbliche ad una persona o gruppo per quel che ha fatto in passato. Un giovane che volesse candidarsi con la sua scoperta non può farlo né è prevista la sottomissione di una "application". […] Il Premio prevede che 300 mila euro (pubblici) siano "regalati" al vincente. Altri 700 mila sono destinati ad indefinite "attività di ricerca" che il vincitore dovrà svolgere nel territorio lombardo. Sono erogati, cioè, senza sapere su quale ricerca saranno investiti e senza vagliare in modo comparativo alcuna progettualità”. Inoltre, aggiungeva che "avendone i requisiti, sono stata invitata a proporre una candidatura. Invito a cui [...] non ho dato seguito in assenza dell'unico modo che, da scienziata, conosco per scegliere cosa premiare con soldi pubblici...: la competizione pubblica, aperta a tutti, trasparente". 

L’edizione del 2019 ha offerto il debutto della piattaforma blockchain per assicurare trasparenza e tracciabilità in tutti i passaggi del processo di nomina. "Si tratta di una svolta epocale” aveva affermato il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala a gennaio, sottolineando che “per la prima volta al mondo un premio scientifico, e il relativo impegno economico di risorse pubbliche, viene assegnato tramite un sistema in grado di certificare, in modo sicuro e immutabile, la correttezza e la validità della procedura”. 

Da allora la sequenza temporale del sito web è stata campo di continui aggiustamenti di date e scomparse di documenti da non riuscire più a raccapezzarsi. 

La giuria, presieduta da Silvia Priori cardiologa dell’IRCCS Maugeri e Università di Pavia, era composta da 15 membri dei quali Adriano Aguzzi, Giorgio Bernardi, Federico Calzolari, Carlo La Vecchia, Michele Parrinello, Giuseppe Remuzzi, Paolo Maria Rossini, Giacomo Rizzolatti, Peter J. Schwartz e il discusso Carlo Croce erano presenti in una o più delle precedenti edizioni, mentre, Claudiu Supuran. Andrea C. Ferrari, Luigi Ferrucci e Paolo Calabresi erano nuove entrate. 

Quella è stata l’unica edizione in cui l’elenco dei candidati nominati poteva essere consultato sul sito web e al 15 maggio ne risultavano 179. Rispetto agli anni precedenti e seguenti, nel 2019 è stato più agevole anche l’accesso agli atti, ferme restando tutte le anomalie della modalità di candidatura, della selezione dei giurati, dei conflitti d’interesse e della non rendicontazione della spesa pubblica. 

Il 5 settembre arrivava la notizia che il vincitore del Premio Lombardia è Ricerca 2019 era Guido Kroemer, biologo molecolare e professore all'Università Paris Descartes per "una scoperta che ha un impatto diretto sul prolungamento della vita in salute dei cittadini, attraverso una ricerca che dimostra come la restrizione calorica attiva dei meccanismi che degradano le proteine alterate e quindi mantengono l'organismo più in salute". Attenendosi alla classifica delle nomination, Kroemer ne aveva ricevuta soltanto una assieme a Francesco [Frank] Madeo per la "scoperta: "Estensione della longevità mediante induzione dell'autofagia mediata dalla restrizione calorica". 

A pochi giorni dalla cerimonia di assegnazione si apprendeva che 4 membri avevano lasciato la Giuria dopo aver assegnato il premio e si trattava di Paolo Calabresi, Luigi Ferrucci, Paolo Maria Rossini e Claudiu T. Supuran. A Report, nel servizio sopra riportato, viene riferito che il premio si è basato su una motivazione falsa. I nuovi membri, presenti solo alla cerimonia di consegna del Premio (8 novembre), erano: Paolo Boffetta, Carlo Caltagirone, Giovanni B. Frisoni e Rino Rappuoli. 

Siamo al 2020 e a febbraio venne presentata la IV edizione con la sequenza temporale che poi è stata sospesa dalla pandemia. Proprio sospesa perché nell’estate dell’anno scorso, contattando l’incaricato all’aggiornamento della procedura, ancora non si sapeva se l’assegnazione sarebbe stata annullata o rinviata. La Giuria nominata dalla Regione presentava diversi cambiamenti introdotti dall’avvertenza: "PRECISATO che sono intervenute ulteriori successive comunicazioni a seguito della non accettazione di alcuni candidati a giurati secondo quanto stabilito dal Regolamento". 

Rispetto agli anni precedenti, non erano più presenti lo storico giurato Carlo Croce, né Giacomo Rizzolatti, vincitore della prima edizione. Il Presidente Andrea Ferrari, Carlo La Vecchia e Giuseppe Remuzzi erano gli unici confermati in tutte le edizioni, dal 2017; altri giurati come Roberto Cingolani e Roberto Bassi erano presenti in qualcuna delle edizioni precedenti. Tra i membri della giuria della IV edizione c’era inizialmente Pier Paolo Pandolfi, la cui nomina a direttore scientifico del Vimm (Veneto Institute of Molecular Medicine) era stata revocata a fine giugno a seguito di qualche coraggiosa voce di protesta seguita ai numerosi tentativi di minimizzazione delle molestie perpetrate da Pandolfi ai danni di una ricercatrice ad Harvard. 

Dopo l’estate 2020 arrivava la notizia del rinvio al 2021 della IV edizione del premio. 

E veniamo all’inizio del 2021 dove sul sito web compaiono 16 anziché 15 membri della giuria e tra essi Cingolani, nominato a febbraio 2021 ministro del Governo Draghi, e ancora Pandolfi. Solo a maggio Cingolani scompare dalla lista e Pandolfi risulta sostituito così che il numero dei giurati torna a 15. La scadenza di invio delle candidature viene spostata di continuo ma non è possibile consultarle, non ve n’è traccia. Non resta che aspettare la comunicazione ufficiale del vincitore e le celebrazioni di rito alla Scala. 

L’integrità dei premiati non cambia il fatto che il Premio Lombardia resta un premio all’italiana, dove 1 milione di soldi dei contribuenti lombardi viene immesso in un percorso che non ha nulla di trasparente perché arrivi in parte nelle tasche di chi riceve il premio e in parte nelle casse di istituti prevalentemente privati e per il quale non è richiesta una rendicontazione delle spese né una comunicazione delle ricerche svolte. 

L’atto finale va in scena in un teatro e tra gli applausi anche di parte della comunità scientifica che convalida la rappresentazione. 

 

21 dicembre 2021, ocasapiens: Il (PSII)? di Sylvie Coyaud